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La trans confidente pronta a raccontare la sua verità

Levante azzerata. La trans avrebbe avuto un ruolo legato ai movimenti dello spaccio

Piovono sui tavoli della procura e della Guardia di finanza le richieste di persone che vogliono essere ascoltate e che si dicono disposte a raccontare episodi legati alla maxi inchiesta che ha coinvolto 10 carabinieri e numerosi spacciatori. Dopo la vicenda del marocchino che ha raccontato al nostro giornale ilpiacenza.it  la propria esperienza (“mi hanno picchiato perché non volevo spacciare per loro”) a chiedere di essere ascoltata è ora una transessuale, il cui di nome, di fantasia, è Sophie. La donna, una sudamericana, è assistita dall’avvocato Elena Concarotti, è ha fatto pervenire in procura una richiesta per essere ascoltata. Da anni nella nostra città, la trans tanti anni fa aveva collaborato con la polizia come informatore. Caduta in disgrazia, secondo il suo racconto, aveva iniziato a informare i carabinieri sempre sul mondo dello spaccio. Un mestiere difficile e pericoloso, tanto che venne anche aggredita e pestata con violenza da alcuni pusher, appena usciti dal carcere, che l’avevano ritenuta responsabile del loro arresto. Sia la polizia sia i carabinieri l’avrebbero ricompensata aiutandola a svolgere le pratiche legate all’immigrazione. Alla fine, era stata contattata dal alcuni militari della caserma Levante. Qui, sempre secondo il suo racconto, avrebbe avuto un ruolo legato ai movimenti dello spaccio. Sophie, inoltre, si è detta disposta a raccontare anche alcune situazioni che avrebbe vissuto personalmente o di cui sarebbe stata testimone.

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