«La verità è che non gliene frega un tubo a nessuno della montagna»

Lo sfogo del sindaco di Cerignale Massimo Castelli: «Il crollo del ponte è uno schiaffo all’Alta Valtrebbia. A questo punto deportateci tutti a vivere nella periferia di Piacenza. La strada alternativa nel tratto pavese fa schifo»

Massimo Castelli

«L’economia del territorio soffrirà ancora di più. Già è debole di natura perché risente di suo delle distanze, ma con mezzora in più di strada per venire nei nostri paesi si aggiunge un altro problema. Speriamo che questo isolamento venga meno il prima possibile». Massimo Castelli, sindaco di Cerignale, da anni si batte per l’ammodernamento della Statale 45. «Il crollo del ponte Lenzino – spiega Castelli – è uno schiaffo, ma non è colpa del fiume Trebbia. Quella di sabato era una normalissima piena, qua si è trattato di un raffreddore che ha fatto morire un 90enne che presentava diverse patologie gravi. Nel territorio questo fine settimana non avevamo neanche la segnalazione di una cunetta intasata». Il sindaco paragona la Statale 45 a «una signora di cent’anni che risente della sua età». «D’altronde è una strada fatta per i cavalli che deve ospitare da decenni gli autotreni, senza che siano stati sufficienti lavori di ammodernamento. Il discorso della sicurezza riguarda tutta la Statale 45. Terminata questa emergenza, ce ne sarà un’altra».

Dopo il crollo del ponte a Marsaglia per raggiungere Cerignale da Piacenza occorre percorrere la strada alternativa. «Per quanto riguarda il tratto della Provincia di Piacenza – commenta Castelli - è ok, ma nel tratto pavese “fa schifo” e non so come potremmo intervenire per migliorare la situazione». Ponte Lenzino è stato oggetto di numerose segnalazioni. «Ho delle note e delle segnalazioni di svariati anni fa. Sulle pile del ponte avevamo radici e piante. Tutto contribuisce a danneggiare il manufatto. Ma manca la manutenzione ordinaria».

«L’attenzione che c’è per la nostra valle – prosegue il sindaco di Cerignale -  la si denota anche delle Case Cantoniere abbandonate lungo la Statale 45. Crollano tutte, Anas poteva regalarle per farle ritornare funzionali». C’è un po’ di scoramento nelle parole di Castelli, da sempre combattivo su questi temi. «La verità è che non gliene frega un tubo a nessuno della montagna. A questo punto dico: deportateci tutti, trasferitici alla periferia di Piacenza, create un quartiere dormitorio come quello del terremoto a L’Aquila e risolviamo tutti i problemi della montagna». «Quando sento parlare alcuni politici di Recovery Fund – conclude il sindaco - indicando che con quei soldi dell’Europa si potrebbe costruire il ponte sullo Stretto, si capisce che qualcosa non va».

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