Cronaca

Furti di supercar su commissione, 12 arresti. Presero anche la Delta che fu di Miki Biasion

Operazione dei carabinieri di Cremona: la banda rubava auto di lusso e d'epoca su commissione. Diversi colpi anche in provincia di Piacenza

Il furto della Lancia Delta Integrale appartenuta a Miki Biasion

I carabinieri di Cremona hanno arrestato nella notte del 27 aprile dodici persone, una banda specializzata nei furti su commissione di auto di lusso e d'epoca, che poi venivano rivendute o smontate a pezzi, oppure mandate all'estero. Dieci sono finiti in carcere (tra cui un piacentino) e due agli arresti domiciliari, tutti su ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Cremona. La banda - spiegano i carabinieri comandati dal maggiore Rocco Papaleo - ha colpito diverse volte anche in provincia di Piacenza, facendo sparire costose supercar. Secondo i carabinieri si tratta di professionisti che in un caso, nel Bresciano, riuscirono addirittura a mettere le mani su un'auto unica e di altissimo valore, una Lancia Delta Integrale "Martini Racing" che era appartenuta al due volte campione mondiale di rally, il veneto Miki Biasion.


«Il sodalizio criminale - sottolineano i carabinieri - non si occupava solamente di rubare auto al fine di “cannibalizzarle” per carrozzieri o privati cittadini ma, nel corso del tempo, si era anche specializzato a soddisfare il “mercato di nicchia”, quello dei collezionisti veri e propri». Che fossero dei professionisti del furto, secondo i militari, lo dimostra anche il sequestro degli equipaggiamenti trovati nelle loro disponibilità, tra cui alcuni sistemi per manomettere i codici delle centraline elettroniche e “jammer” in grado di inibire gli allarmi delle abitazioni e disturbare le comunicazioni telefoniche dei centri in cui aveva individuato l’obiettivo da colpire, al fine di ritardare o impedire l’intervento delle Forze dell’Ordine. I carabinieri di Cremona indicano come «promotori del gruppo criminale» alcuni commercianti del settore automotive molto conosciuti nella Bassa tra Cremona e Brescia, ma anche in tutto il nord Italia: Paolo Taino, Roberto Taino, Filippo Taino, Aldo Taino, Mario Totta e Mirko Legina. Nonostante il “lockdown” dovuto alla pandemia - sottolinea una nota dell'Arma - il gruppo ha continuato ad operare anche con l’estero ed è riuscito ad esportare, soprattutto in Slovenia e Croazia, attraverso la collaborazione di un compiacente rivenditore sloveno, ingenti carichi di pezzi di ricambio provenienti dalla “cannibalizzazione” di autovetture rubate.

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