Pusher si consegna in questura: «So di essere ricercato»

Un marocchino di 28 anni sul quale pesava un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per spaccio si è consegnato in questura nei giorni scorsi. Lo straniero, di fatto latitante dal 2017, era finito nella rete dei carabinieri di Rivergaro durante l'operazione White Valley, ed era scomparso da allora

La questura

Un marocchino di 28 anni sul quale pesava un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per spaccio si è consegnato in questura nei giorni scorsi. Lo straniero, di fatto latitante dal 2017, era finito nella rete dei carabinieri di Rivergaro durante l'operazione White Valley, ed era scomparso da allora. Le indagini dei militari e coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante, avevano portato all'emissione di 17 misure cautelari per spaccio. Un vastissimo giro di cocaina di altissima qualità che toccava Bobbio, Travo, Gossolengo, Rivergaro ma anche la città di Piacenza. Le indagini sono pratite nell'ottobre del 2016 per terminare ad aprile. Il due maggio 2017 il blitz che ha concluso l'operazione White Valley. Erano state arrestate 15 persone dopo l'emissione delle misure da parte del gip Giuseppe Bersani, mentre due erano i latitanti, ora ne rimane uno. I carabinieri, dopo la denucia di una madre: «Aiutatemi, si droga», hanno scoperto che il pusher della figlia abitava a Gossolengo. Lo hanno seguito e hanno capito che si riforniva dai due latitanti che spacciavano nei campi nelle campagne di Castelsangiovanni e Pieve Porto Morone. Le indagini si erano poi  allargate a macchia d'olio e avevano portato a scoprire due gruppi famigliari che in città gestivano decine di clienti e di altre persone che "lavoravano" autonomamente ma che si coordinavano continuamente: in tutto si tratta di otto "batterie". Una delle due famiglie, che aveva una vera e propria centrale di spaccio in via Torricella, è quella del bimbo di 9 nove anni disabile trovato positivo alla cocaina qualche settimana fa: in manette sono finiti padre, fratello e il figlio maggiore. Il secondo gruppo era composto da due fratelli, un uomo e una donna, da un cognato e dal fidanzato della ragazza Il giovane si è presentato in viale Malta nei giorni scorsi dicendo di essere ricercato ed era senza documenti, dopo il fotosegnalamento è emerso che su di lui pendeva l'ordinanza ed è stato quindi arrestato e portato alle Novate.

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