"Lavoratori in nero alla Gls", la denuncia arriva anche all'Ispettorato del Lavoro

I 28 ragazzi che avrebbero lavorato i nero, a detta loro, al magazzino della Gls di via Riva a Montale, nella tarda mattinata del 12 dicembre si sono presentati, insieme a Riad Zaghdane (Usb) all'Ispettorato del Lavoro per denunciare ciò che avrebbero vissuto negli ultimi mesi

I ragazzi davanti all'Ispettorato del lavoro

I 28 ragazzi che avrebbero lavorato i nero, a detta loro, al magazzino della Gls di via Riva a Montale, nella tarda mattinata del 12 dicembre si sono presentati, insieme a Riad Zaghdane, responsabile Usb per la logistica, all'Ispettorato del Lavoro in via IV Novembre per denunciare ciò che avrebbero vissuto negli ultimi mesi, ossia "di aver lavorato in nero nel magazzino di via Riva. Alcuni da settembre, altri da ottobre, ma diversi anche nel corso del 2016 senza contratto e pagati in contanti". Dopo i primi minuti di tensione durante i quali, l'improvvisata non sarebbe stata gradita, anche perché gli uffici avrebbero chiuso di lì a poco, una delegazione è stata ricevuta dal direttore.

Sul posto è stata inviata anche una volante e gli agenti della Digos. Il confronto, carte alla mano, è durato circa due ore, mentre i ragazzi si sono seduti nell'atrio dell'ente ad aspettare. Verso le 13 alcuni dipendenti hanno anche dato loro qualche pacchetto di cracker. «Nell'incontro - ha spiegato al termine Riad Zaghdane - abbiamo messo al corrente l'Ispettorato di quanto è successo. Ora ogni immigrato presenterà la propria posizione e inizieranno gli accertamenti». Ciò mentre anche la Guardia di Finanza, al magazzino di via Riva insieme alla polizia nella serata dell'11 dicembre, sta svolgendo alcuni accertamenti, dopo aver acquisito la documentazione prodotta e fornita ai militari da Usb, sindacato al quale i 28 stranieri si sono rivolti, per verificare quanto sostenuto dal gruppo.

«Non avrebbero avuto né buste paga né cedolini, ma solo soldi contanti. Abbiamo contattato la guardia di finanza perché verifichi cosa sta succedendo e chiediamo anche al più presto un confronto con il prefetto, Maurizio Falco. Questi ragazzi vogliono solo lavorare in modo regolare. Abbiamo registrazioni audio che dimostrerebbero questo metodo di reclutamento anomalo: è l'agenzia che chiama i lavoratori e li "somministra" dove c'è bisogno, non possono esserci chiamate dirette dal magazzino ai facchini per chiedere loro di presentarsi a lavorare perché in quel determinato giorno o periodo c'è necessità». E proprio su questo aspetto dovranno lavorare e fare chiarezza le fiamme gialle e l'ispettorato del lavoro.

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