Lavoratori di Selta e sindacati sotto la sede di Confindustria: «Comportamento vigliacco dell’azienda»

Dopo l’apertura della procedura di concordato preventivo in Confindustria si discute del destino dell’azienda di Cadeo. Fiom e Cisl: «Poco corretti, hanno portato i libri in tribunale senza dire niente». La rabbia dei lavoratori

Sotto, i sindacalisti Luigi Bernazzani, Maurizio Mori e Marco Carini e le lavoratrici di Selta

Dentro gli uffici di Confindustria, si decide il futuro di Selta, l’azienda di Cadeo in concordato preventivo. Sotto, una quarantina di lavoratori e sindacati manifestano contro la decisione aziendale, presa in segreto senza alcuna comunicazione preventiva. In via IV Novembre, sede dell’associazione degli industriali, è così andata in scena una protesta. I lavoratori non accettano di essere trattati così da Selta, che ha portato i libri in tribunale. «Oggi manifestiamo carini mori-2sotto la sede di Confindustria – ha spiegato Luigi Bernazzani (Cisl), presente insieme alla segretaria Marina Molinari - perché l’azienda, in difficoltà da diversi anni, ha aperto una procedura di concordato preventivo. La cosa curiosa e fastidiosa è che hanno deciso di agire in questo modo senza avvertire i sindacati. Conoscevamo la situazione economica dell’azienda, eravamo a conoscenza dei problemi, però non ci è sembrato corretto non avvisare i sindacati. C’è incertezza, l’azienda è a rischio, l’incontro di oggi era programmato da tempo per discutere del futuro di Selta. Chiediamo dove sta andando l’azienda e quale sarà il destino dei lavoratori». Bernazzani è amaro. «Non è un buon momento per il territorio: Selta in concordato, Tectubi lascia a casa i suoi lavoratori, stamattina abbiamo saputo che è in difficoltà anche un'altra piccola impresa metalmeccanica. Tiriamo un sospiro di sollievo solo per Drillmec». «Questo è un presidio – ha aggiunto Maurizio Mori (Fiom) presente insieme al segretario Cgil Gianluca Zilocchi e a quello della Fiom Marco Carini - per manifestare il disagio che i lavoratori di Selta provano in questo momento. Selta è nata negli anni ‘70. È importante per il nostro territorio per il tipo di attività che svolge, c’è una ricaduta negativa sui lavoratori ma anche sul territorio per la tecnologia che produceva Selta. Abbiamo scoperto da internet che l’azienda ha portato i libri in tribunale, siamo qui per dimostrare che i lavoratori chiedono maggior sicurezza per i posti di lavoro e la sopravvivenza dell’azienda». Oggi è una lunga giornata di confronti in Confindustria: una delegazione di sindacati, una rappresentanza degli industriali e Maurizio Carpani, presidente del Cda di Selta. lavoratori Selta-2

Ovviamente i lavoratori dell’azienda stanno vivendo giornate di angoscia e rabbia per quanto sta accadendo. «Siamo a casa dal 3 di luglio – spiegano due dipendenti, Lucia Legatti e Milena Groppi - senza nessuna rotazione, dovevamo farla ma non è stata rispettata. Lavoriamo a Selta da ben 34 anni e ci siamo ritrovate a casa con zero ore di lavoro, buttate fuori dall’oggi al domani senza alcun preavviso. C’è poca speranza per il futuro di questa azienda, attualmente ci danno 600 euro in meno del nostro stipendio e chissà cosa succederà domani… Non hanno neanche guardato alle condizioni dei lavoratori che hanno lasciato a casa, non hanno guardato in faccia nessuno. Un Natale peggiore di così non lo potevamo passare. Ora si è saputo del concordato preventivo: una decisione presa dall’azienda tra loro, un’azione vigliacca».

delegazione Selta-2 carini mori-2 Marco Carini Fiom Cgil-2

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