«Lavori mal eseguiti ma pagati di più», così il tecnico comunale favoriva la ditta

E’ ai domiciliari accusato di falso per aver fatto incassare 25mila euro a una impresa. E la procura ricorre contro il gip che negato il reato di corruzione. Un altro tecnico falsificava atti per favorire un’altra ditta sempre per lavori stradali

Avrebbe certificato lavori per un importo superiore e avrebbe anche scritto che erano realizzati a regola d’arte. Certificazioni che avrebbero fatto pagare al Comune una fattura di 25mila euro a una ditta. I lavori riguardavano il rifacimento del manto stradale. E sempre opere legate alla manutenzione, per un valore stimato di 200mila euro, sono al centro dell’inchiesta del tecnico comunale. Nel mirino degli investigatori della Finanza e della squadra di polizia giudiziaria della Municipale ci sono, comunque, altri lavori tutti eseguiti con ditte emiliane (ma non piacentine). Indagato per corruzione, invece, risulta il titolare della ditta in provincia di Parma che ha svolto le opere. L’operazione sugli appalti nasce dalle indagini degli investigatori della Municipale che indagavano sugli assenteisti. In seguito, la procura ha deciso di affiancare agli agenti di via Rogerio anche i finanzieri per dare più forza all’inchiesta.

E’ accusato di falso ideologico M.C, il tecnico comunale dell’Ufficio infrastrutture manutenzione che si trova agli arresti domiciliari. Per lui, il sostituto procuratore Antonio Colonna aveva chiesto una misura cautelare anche per corruzione (secondo la procura il tecnico avrebbe avuto un guadagno personale), respinta, però, dal gip Giuseppe Bersani. Contro il respingimento, la procura ha impugnato il provvedimento davanti al Tribunale della libertà. «Il Comune ha pagato di più, con denaro pubblico, i lavori che erano anche stati eseguiti male» ha spiegato il procuratore capo Salvatore Cappelleri nella conferenza stampa in cui è stata illustrata anche l’operazione che ha portato a 50 indagati per assenteismo, sempre negli uffici comunali. E anche M.C. ha ricevuto la notifica per l’assenteismo, perché si sarebbe allontanato in modo ingiustificato dal posto di lavoro. L’uomo, ripreso nei video, sarebbe anche stato visto uscire ubriaco da un ristorante e urinare sulle auto parcheggiate.

In questa indagine sulla manutenzione delle strada è poi incappato anche un altro tecnico del Comune. L’uomo, S.C., secondo le accuse, avrebbe detto che un cartello di divieto di sosta, per alcuni lavori stradali, era stato posizionato come prevede la legge 48 ore prima. Invece, non era vero e a tre automobilisti è stata, ingiustamente, comminata una multa e poi rimossa la vettura. Anche in questo caso il reato di falso ha portato al fermo del tecnico. Il “trucchetto” del dipendente comunale sarebbe consistito nel fatto che con questi piccoli escamotage avrebbe avvantaggiato alcune ditte a scapito di altre, che si erano comportate regolarmente. Sistemando i cartelli di divieto riusciva a far eseguire i lavori più velocemente alla ditta “amica” penalizzando le imprese concorrenti.

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