Le maestre arrestate interrogate dal gip: «Non abbiamo maltrattato i bambini»

E’, in sintesi, il risultato dell’interrogatorio di garanzia di due delle tre maestre dell’asilo San Giovanni Bosco di San Polo, che si è svolto il 3 dicembre davanti al giudice per le indagini preliminari, Luca Milani. La direttrice era assente per una vista medica

Un fermo immagine dei video delle telecamere nascoste. Nelle altre foto gli inquirenti e gli avvocati delle arrestate

Da sinistra: il maggiore Stefano Bezzeccheri, il sostituto procuratore Matteo Centini, il colonnello Stefano Savo e il luogotenente Marco Dubrovich-2Hanno risposto alle domande del giudice, negando le accuse di aver maltrattato i bambini. E’, in sintesi, il risultato dell’interrogatorio di garanzia di due delle tre maestre dell’asilo San Giovanni Bosco di San Polo, che si è svolto il 3 dicembre davanti al giudice per le indagini preliminari, Luca Milani. Ad assistere le tre donne, all’avvocato Franco Livera si è affiancata anche la collega Graziella Mingardi. Davanti al giudice si sono presentate Ernestina Rossi e Annalisa Paraboschi, mentre la direttrice, suor Silvana Paluello era assente per una vista medica. I difensori hanno chiesto la revoca della misura cautelare, per le due maestre sentite, e il giudice si è riservato la decisione (tutte e tre sono agli arresti domiciliari). Le tre maestre sono state arrestate il 28 novembre dai carabinieri di San Giorgio guidati dal luogotenente Marco Dubrovich, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Centini. Per le tre, la procura ha ipotizzato il reato di maltrattamenti su minori, con l’aggravante di aver di aver picchiato e sottoposto a «vessazioni» fisiche e psicologiche alcuni bambini alla presenza di altri bimbi. Due famiglie di due presunte vittime sono difesi dall'avvocato Sara Soresi.

La procura ha sostenuto, in una conferenza stampa, la bontà e la correttezza della propria azione - senza puntare l’indice contro la comunità - volta soltanto a tutelare l’integrità psicofisica dei piccoli allievi della scuola di San Polo. Un comportamento ritenuto livera mingardi avvocati maestre san polo-2corretto anche dal gip che ha concesso le misure cautelari: «Nessuna finalità educativa in quelle immagini, solo volontà di ledere l'integrità dei bambini» aveva scritto Milani. La vicenda è partita alla metà di ottobre, dopo la denuncia di una madre che aveva notato comportamenti strani nel proprio figlio, il quale le aveva raccontato che cosa avvenisse nelle aule della scuola. La procura era intervenuta, posizionando alcune telecamere nei locali della scuola un paio di settimane fa. Vedendo che i presunti comportamenti violenti avvenivano quasi tutti i giorni, ha spiegato il pm Centini, si è deciso di intervenire. Da qui la richiesta al gip di misure cautelari nei confronti delle tre docenti. E nei giorni scorsi, altri esposti si sono aggiunti al fascicolo di indagine. L’inchiesta, che ha scosso la comunità di San Polo e che ha portato molte persone a schierarsi dalla parte delle maestre, continua e al vaglio degli inquirenti ci sono diversi aspetti ancora da chiarire.

Secondo le accuse, le donne avrebbero maltrattato i bambini sia con schiaffi - mai, però, si sono registrate violenze più gravi, hanno sottolineato gli inquirenti - sia con insulti tesi a umiliarli come ad esempio «ti faccio mangiare la carta igienica», «ti metto la testa nel water», «ti do una scarpata». Inaltri casi, un bimbo sarebbe stato costretto a mangiare una mela per terra, a un altro sarebbe stati infilato a forza in bocca un mandarino, a una bimba sarebbe stato strappato davanti un disegno e a un altro sarebbe stato gettato lo zaino nel cestino dei rifiuti. Ma ci sono anche un paio di episodi di umiliazioni  sfondo sessuale. In un caso, un bimbo che si era bagnato nel fare pipì sarebbe stato lasciato solo con il pannolino davanti ai compagni. Un altro, invece, che si era messo il lucidalabbra sarebbe stato deriso con la minaccia di dire al papà che era un “femminiello”.

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