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“Le storie di Ettore” dipinte dal Landi e conservate al Gazzola tornate all’antico splendore

Grazie alla generosità dell'Inner Weel club di Piacenza e alla perizia di Davide Parazzi

Lo storico dell'arte Alessandro Malinverni, conservatore del Museo Gazzola e il restauratore Davide Parazzi hanno presentato le due grandi tele di Gaspare Landi, di proprietà della Fondazione Istituto Gazzola, oggetto di un accurato restauro finanziato dall'Inner Wheel Club di Piacenza. Dipinti nel 1794 per il conte Ranuccio Anguissola di Grazzano, “L'incontro di Ettore con Andromaca” ed “Ettore rimprovera Paride” rappresentano due capolavori del Neoclassicismo italiano, nonché due gioielli del museo legato alla scuola d'arte. Le due tele del Landi entrarono all’Istituto d’arte Gazzola nel 1884, grazie al lascito della marchesa Fanny Visconti di Modrone, vedova Anguissola. Esse raggiunsero così un’altra opera del pittore piacentino, Lucrezia (1790), donata nel 1844 dal conte Carlo Arcelli Fontana.

I due importanti capolavori hanno ritrovato la vivezza di colori e numerosi dettagli grazie alla perizia del restauratore Davide Parazzi sotto la supervisione di Nicoletta Agazzi (Soprintendenza BAeP di Parma e Piacenza). Sabato scorsoMalinverni e Parazzihanno accompagnato i numerosi visitatorialla scoperta dellastoria dei quadri e del loro recupero: Landi optò per due episodi tratti dal VI libro dell’Iliade, incentrati sull’eroe troiano Ettore, simbolo stesso della virtù, colto in due stati d’animo differenti:l’amor di patria, che suscita lo sdegno nei confronti del vile che non la difende, e l’amore per la famiglia. Nella tela "L'incontro di Ettore con Andromaca" il gruppo si dispone in uno schema piramidale: a sinistra è Andromaca, che si appoggia flessuosa al marito, raffigurato al centro mentre porta la mano all’elmo per toglierlo. La nutrice, disposta specularmente rispetto ad Andromaca, reca in braccio Astianatte – uno splendido brano pittorico. Le figure, d’impostazione monumentale, sono rappresentate di tre quarti a enfatizzare i perfetti profili greci, disposti in modo da creare un affettuoso gioco di sguardi. Brillanti cromatismi, accentuati dal sapiente gioco luministico, rendono levigatissime le carni e minuziosa la descrizione filologica dell’abbigliamento.

Malinvermi e Parazzi hanno individuando nella posa di Elena strettissime analogie con quella di Isotta Pindemonte nel ritratto della famiglia del marchese Giovanni Battista Landi, di proprietà della Banca di Piacenza. La tela della Banca fu realizzata successivamente a quella con "Ettore che rimprovera Paride". Con ogni probabilità, come ha sottolineato Malinverni, il pittore ha voluto rendere omaggio alla sorella del poeta e letterato Ippolito Pindemonte, che nel 1795 aveva lodato le "Storie di Ettore" nel sonetto "Val d'Omero la cetra il tuo pennello".

IL “GAZZOLA”

Il Museo Gazzola si formò nel corso dell’Ottocento grazie a saggi scolastici, donazioni, lasciti e acquisti. Esso conta oltre duecento dipinti, dal Cinquecento al Novecento, riconducibili ad artisti locali (Gaspare Landi, Carlo Maria Viganoni, Stefano Bruzzi, Francesco Ghittoni… ) e non (Gian Nicola Manni, seguace di Albrecht Altdorfer, Giovan Mauro della Rovere detto il Fiammenghino, Luigi Miradori detto il Genovesino, Domenico Piola, Giuseppe Maria Crespi, Margherita Caffi, Ignazio Stern…); una quarantina di sculture; quattrocento armi bianche del conte Antonio Parma (in deposito presso i Musei Civici di Palazzo Farnese); oltre duemila tra disegni e incisioni, nonché circa trecento calchi in gesso di statue e bassorilievi, in gran parte portati da Roma nel 1830 da Carlo Maria Viganoni.Vero riferimento culturale e artistico per i Piacentini, il museo Gazzola ospitò dal 1903 sino agli anni Sessanta il primo museo della città, comprendente le collezioni della Curia, del Collegio Alberoni, degli Ospedali Civili e del Comune.

L'INNER WHEEL CLUB

E’ l'associazione femminile di servizio più grande del mondo, nata ufficialmente nel 1924, è costituita principalmente da mogli dei Rotariani. In Italia ci sono più di 187 Club suddivisi in 6 distretti con circa 6000 socie.L'Inner Wheel Piacenza, svolge attività di “service” per la città e per le associazioni piacentine che si dedicano alla beneficienza. Oltre ai quadri del Landi hanno offerto il restauro del dipinto di Paolo Bozzini che raffigura l'unico Papa piacentino, Gregorio X, che si trova nella basilica di Sant'Antonino, e di opere pittoriche del De Longe e del Malosso, che si trovano a Palazzo Farnese. Il Club,ora presieduto da Laura Mori, ha inoltre offerto sostegno alla Cooperativa Assofa, ai “Medici clown” e ad altre associazioni benefiche che operano nella nostra città e unitamente a quattro Rotary Club del piacentino, finanzia il Premio Studi dedicato ai migliori studentidell'Università Cattolica di Piacenza.

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