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Legambiente e Wwf: «No alla caccia con l'arco»

Si tiene nel pomeriggio del 9 settembre in Regione (nella Commissione "Politiche economiche") la discussione sulla petizione a favore della caccia con l'arco e il piano di abbattimento del cormorano presentata dall'avvocato piacentino Francesco Monica. Legambiente e Wwf chiedono di dare parere negativo ad entrambe le proposte

«Si discute oggi pomeriggio – spiegano in una nota Laura Chiappa (Legambiente) e  Sabrina Soprani (Wwf) - in Commissione II Politiche Economiche della Regione Emilia-Romagna, la petizione popolare promossa dall'Avv. Monica, di Piacenza, di introduzione  dell'arco per il prelievo della fauna ungulata in esecuzione dei piani di controllo, attraverso l'integrazione dell'art. 19 del Regolamento Regionale 1/08 per la gestione degli ungulati oltre alla petizione popolare per l’autorizzazione al piano di abbattimento del cormorano. L'intento della petizione sull’arco è facilmente individuabile. Superare lo scoglio dell'art. 48 della L.R. 8/94 che vieta l'uso dell'arco nell'esercizio venatorio ordinario.

 Legambiente e Wwf , come associazioni che siedono in Consulta Venatoria Provinciale, in totale disaccordo,  hanno scritto a tutti i componenti della Commissione II Politiche Economiche e all'assessore regionale alla Caccia, Caselli, per chiedere di respingere la petizione popolare. Le ragioni del No  all'uso dell'arco per i piani di controllo agli ungulati sono molteplici. Innanzitutto, questa forma di caccia si aggiungerebbe semplicemente  a quelle già esistenti, braccata, girata, caccia di selezione, senza apportare alcun concreto vantaggio al problema del contenimento degli ungulati, per il numero esiguo di cacciatori interessati e di prede cacciate.Un inutile regalo quindi ad una particolare e minoritaria categoria di cacciatori...

Al contrario, la difficoltà di gestione di questo strumento di caccia da parte del cacciatore che richiede precisione e competenze particolari oltre che  un approccio complesso con la fauna ed il territorio, al fine di ridurre i rischi per animali e persone  e garantire un prelievo sostenibile anche eticamente e scientificamente, hanno già portato la Commissione II Politiche Economiche a rigettare il 07/04/11 un'altra petizione popolare che chiedeva la reintroduzione dell'arco nell'attività venatoria con la modifica della L.R. 8/94.

Da ultimo, ma non meno importanti, sono le ragioni etiche che sconsigliano fortemente l'uso dell'arco, e che consistono nella difficoltà di garantire l'efficacia immediata di questo strumento, con inevitabile sottoposizione dell'animale che non trova la morte immediata, ad una inutile  sofferenza, destinato a perire dopo lenta agonia, per dissanguamento, o per le ferite letali inferte. Il c.d. “colpo di grazia”, che il cacciatore in possesso da arma da fuoco assesta in caso di ferimento, non sarebbe possibile con l'arco, e l'animale potrebbe essere finito solo per sgozzamento.

Si aggiunga, inoltre, che un ungulato, animale di notevole dimensione, ferito e/o vagante potrebbe costituire un serio pericolo per l'uomo. I tentativi fatti in Umbria e Liguria di introdurre l'uso dell'arco sono abortiti per l'opposizione dei cittadini, guidati dalle associazioni di tutela degli animali, che ha condotto gli enti ad una decisione sfavorevole. La contrarietà è totale anche per il piano di abbattimento del cormorano, che la petizione chiede in pratica di ampliare rispetto alla attuale legge regionale .

Ci auguriamo che anche la Commissione della Regione Emilia-Romagna si allinei con un parere sfavorevole per la caccia con l arco,  per evitare l'ennesima decisione presa solo nell'interesse delle associazioni venatorie e a discapito della diffusa sensibilità dei cittadini nei confronti delle tematiche inerenti al benessere animale e lo stesso faccia per il cormorano». 

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