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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca San Giorgio Piacentino

Legambiente: «Un parco fotovoltaico nell'aeroporto militare di San Damiano»

L'associazione Legambiente presenta la propria proposta di riconversione dell'aeroporto militare: nel progetto è prevista la creazione di un parco fotovoltaico, un'area ad utilizzo tecnico scientifico e un parco naturale per la popolazione

«Legambiente non è solo quella che si oppone alle varie situazioni, non siamo gli ambientalisti che vanno indistintamente contro a tutto, ma siamo quelli che propongono sistematicamente soluzioni alternative. Se non vengono accolte per motivi politici o economici, si va chiaramente in rotta di collisione con la situazione attuale, che noi cerchiamo di migliorare per avere una qualità della vita e un benessere migliori rispetto a quelli che ci hanno dato fino ad ora». Marco Natali, segretario di Legambiente Piacenza, apre così l'illustrazione della proposta di riconversione dell’aeroporto militare di San Damiano, presentata al bando di consultazione pubblica indetto dall’agenzia del Demanio e aperto fino al 16 aprile.

La proposta dell’associazione prevede l’istituzione, nella zona operativa dell’aeroporto, di un “parco solare tematico” comprensivo di un grande parco fotovoltaico, di un esteso parco naturale e dell’utilizzo degli edifici esistenti per funzioni museali, culturali, didattiche, tecnico scientifiche e formative attorno alla valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili e dell’energia solare. Il progetto costituisce una valida alternativa allo scalo aereo civile o commerciale, garantendo innegabili vantaggi sotto il profilo dell’impatto acustico, dell’inquinamento atmosferico e della tutela della biodiversità, nonché vantaggi sostanziali al bilancio e all’autonomia energetica nazionale, allo sviluppo del turismo e dell’occupazione locali, alla tutela dell’ambiente e del clima, alla promozione della cultura, della didattica e della ricerca scientifica nell’ambito delle fonti energetiche rinnovabili.

«Chiediamo alle forze politiche e istituzionali che si erano spese a favore dell’aeroporto civile, di orientarsi a favore di questa proposta sostenibile, che dal punto di vista ambientale darebbe un grande contributo ad una delle aree più inquinate del mondo. Un aeroporto, oltre che ad aumentare l’inquinamento, non è sostenibile e sarebbe solo l’ennesimo scalo in perdita, come tanti altri già presenti in regione», spiega l’ambientalista Giuseppe Castelnuovo.

Legambiente parco fotovoltaico 2018 mappa-2«La nostra è l’unica proposta ragionevole per quell’area, sotto tutti i punti di vista», continua Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente. «Gli altri progetti, oltre ad essere dannosi per la popolazione, risultano anche improbabili in quanto non si capisce come possano stare in piedi». Le aree a disposizione permetterebbero agevolmente l'installazione di decine di megawatt di potenza pulita che, secondo l'associazione, garantirebbero agevolmente l'energia necessaria per non meno di 25mila famiglie, con equivalente riduzione della Co2.

«Il nostro progetto prevede tre attività: l’area delle piste diventerà un parco fotovoltaico, sfruttando sia le zone asfaltate che quelle inerbite, senza compromettere la permeabilità del terreno. L’area degli edifici sarà utilizzata per funzioni culturali - con un grande museo sulle fonti di energia rinnovabili – attività tecnico scientifiche e didattiche – proponendo alle università e alle società di trasferire parte delle loro ricerche in quest’area – convegni e molto altro. Le aree a nord e a sud delle piste, invece, verranno piantumate e tenute come parco naturale da far godere alla popolazione», illustra l’associato Paolo Lega.

L’idea del parco tematico è stata suggerita dal parco delle energie rinnovabili “La fenice” di Padova, promosso dagli scout e da un consorzio industriale della città, che ha riadattato una vasta area ai margini del centro urbano con gli stessi scopi. «L’investimento del parco fotovoltaico sarebbe di circa 50 milioni di euro, ammortizzabili e recuperabili in circa 8/9 anni», prosegue Lega.

L’intuizione dell’associazione non è unica e originale ma riprende alcuni progetti simili già realizzati nella vicina Germania: dall’aeroporto di Templin a quello di Rote Jahne, da quello di Perleberg a quello di Briest, da quello di Eggebek a quello di Waldpolenz e molti altri, tutti su superfici tra i 100 e i 200 Ha, simili a quella di San Damiano, e con potenze tra i 40 e i 130 megawatt fotovoltaici di picco, in grado di produrre annualmente - alle latitudini tedesche - da 40 a 120 giga-wattora di energia elettrica e di far risparmiare dalle 20mila alle 60mila tonnellate di Co2 ogni anno.

Anche l’Italia, però, ha il suo esempio vincente: è del 2017 la notizia della connessione di 5 impianti fotovoltaici per un totale di 63 megawatt a Montalto di Castro - in provincia di Viterbo - di proprietà di Octopus EI, un fondo di investimento britannico che ha stipulato un contratto biennale di vendita dell’energia a prezzo fisso a Green Trade, senza usufruire di alcun incentivo o contributo statale; si tratta del primo impianto fotovoltaico italiano che agisce in condizioni di “grid parity”, cioè di competitività con il mercato dell’energia da fonte fossile. Un importante supporto economico all'iniziativa potrebbe venire inoltre dal prossimo decreto rinnovabili, oggi al vaglio dell’Unione Europea, che rilancia gli incentivi all'energia fotovoltaica.

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