«Dammi quelle foto, ti rovino», primo caso a Piacenza di Revenge Porn

Un 50enne denunciato per maltrattamenti e Revenge porn per aver diffuso foto intime delle compagna senza il consenso. La difesa: nessun maltrattamento e poi è stata lei a dare il cellulare all'uomo

«Dammi quelle foto, ti rovino». Anche a Piacenza, purtroppo, si è verificato un caso - il primo - di Revenge Porn (un fenomeno pericoloso e diffuso che consiste nel pubblicare, condividere e diffondere immagini o video intimi senza il consenso dei protagonisti). La vittima è una piacentina di 40 anni che dopo anni di umiliazioni ha denunciato il compagno, di 51 anni. L'uomo, come appurato dagli agenti della Sezione Investigativa della Polizia Locale, guidata da Massimo Mingardi, avrebbe con violenza costretto la donna a consegnargli 18 video e 38 foto intimi ed osé che lei custodiva sul suo smartphone. Li avrebbe inviati via chat ad amici e conoscenti (vivono in un piccolo paese della provincia) con il chiaro obiettivo di rovinarla, come ha più volte dichiarato. Il fatto si innesta, come ha raccontato la vittima, in una lunga relazione scandita da botte e maltrattamenti. Poi, l'escalation fino alla minaccia di usare le armi (che regolarmente deteneva) per chiudere il cerchio.

La piacentina a quel punto ha trovato il coraggio di farsi aiutare. L'uomo, grazie all'applicazione del Codice Rosso, ora ha il divieto di avvicinamento ai luoghi che frequenta la donna e alla casa (una misura cautelare chiesta e ottenuta dal pm Matteo Centini che ha coordinato le indagini). Gli agenti in pochissimo tempo, come richiedono situazioni come queste, hanno raccolto tutto il materiale che la vittima ha fornito, compresi i tantissimi vocali di minaccia che il compagno le inviava continuamente. Il 51enne è stato indagato per l'articolo 612 ter del Codice Penale (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) e maltrattamenti in famiglia, inoltre gli è stato revocato il porto d'armi e gli sono state sequestrate le pistole e i fucili. L’uomo, difeso dall’avvocato Wally Salvagnini, nega i maltrattamenti. E poi, sostiene la difesa, non c’è divulgazione perché le immagine le ha date la stessa donna all’ex convivente quando gli ha dato lo smartphone.

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