LETTORI - «I fondi del Servizio Civile sono sempre più ridotti, mentre non vi è freno per la spesa militare»

Lettera aperta di un gruppo di piacentini che hanno svolto il Servizio Civile: «Ci viene spontaneo chiederci: come mai i fondi del Servizio Civile (in buona compagnia coi fondi per le politiche sociali) vengono sempre ridotti? Una spiegazione possibile potrebbe essere la crisi e la scarsità di risorse da parte dello Stato. Questa spiegazione però convince poco in quanto sembra che le Forze Armate le risorse ci siano»

Egregio direttore,
siamo un gruppo di giovani che quest’anno ha avuto la possibilità di aiutare il proprio Paese attraverso il Servizio Civile Volontario. Vogliamo approfittare dello spazio offerto dalla sua testata per esporre ai lettori alcune problematiche che ci stanno a cuore.

Il Servizio Civile Volontario nazionale e regionale è l’erede diretto dell’obiezione di coscienza alla leva militare, introdotta negli anni ’70 in seguito alla dura lotta (pagata anche con il carcere militare) dei primi obiettori. L’obiezione di coscienza è sempre stata posta, dalla legislazione, in una condizione d’inferiorità rispetto al servizio militare: una commissione giudicava le motivazioni etiche che spingevano il giovane a rifiutare il servizio armato ed erano previsti otto mesi aggiuntivi. 

Con la legge 64 del 2001 viene istituito il Servizio Civile Volontario che inizialmente affianca e poi sostituisce l’obiezione di coscienza. Il testo della legge è molto importante in quanto afferma che “il Servizio Civile nazionale (è) finalizzato a concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi ed attività non militari”, è cioè posto su un piano di parità. 

Sebbene la legge 64/2001 sia fondamentale per il Servizio Civile in quanto rende concreta la possibilità di difendere la Patria, aiutare il proprio Paese, senza imbracciare il fucile, crediamo gli intenti della legge non siano divenuti ancora, del tutto, realtà. Questo per diverse ragioni:

Accesso: gli aspiranti militari giudicati idonei in posizione non utile in graduatoria possono partire con il blocco successivo. Questo non è possibile nel Servizio Civile. 
Compenso: i volontari in Servizio Civile e i volontari nelle forze armate ricevono compensi molto differenti, 433 euro i primi, 800 euro i secondi.
Carriera professionale:  il VFP1 è l’unica possibilità di accesso a determinati impieghi nel settore pubblico come i ruoli di base nei corpi di polizia e nel corpo militare della Croce Rossa. Inoltre i volontari hanno la possibilità di ottenere qualifiche professionali a livello europeo. 

Nel concreto esistono ancora molte disparità. È vero che il numero dei volontari in Servizio Civile è superiore ai VFP1, però non è proporzionato ai reali bisogni della società italiana. Negli ultimi anni il numero di progetti ammessi (e di conseguenza di volontari) è sempre calato a causa della carenza di finanziamenti. i volontari di SC operano in ambiti rilevanti come l’assistenza, l’educazione, la protezione civile, la tutela ambientale, la promozione del patrimonio culturale. La funzione svolta è fondamentale per garantire l’esigibilità da parte del cittadino dei propri diritti civili e sociali, diritti che secondo la nostra Costituzione, devono essere promossi e garantiti dallo Stato. 

Durante le nostre quotidiane attività entriamo in contatto con persone in condizione di difficoltà, anziani, disabili, famiglie fragili, minori stranieri non accompagnati, persone che portano esigenze, che hanno diritti. Per queste persone la nostra presenza è importante se non fondamentale. Sappiamo bene che non siamo la soluzione di ogni problema ma pensiamo che possiamo concorrere ad arrivare alla soluzione. Anche piccole cose come un trasporto, il supporto in attività socioriabilitative, l’aiuto con i compiti scolastici, possono essere tasselli importanti nel percorso di vita di chi vive, sulla propria pelle, difficoltà grandi. Per un anziano con difficoltà motorie è importante avere qualcuno che lo accompagna a fare la spesa, per un bambino disabile l’arteterapia spesso è una delle poche vie per esprimersi, molti bambini sarebbero in strada se al pomeriggio non ci fossero i centri d’aggregazione. Per gli enti in cui siamo inseriti, Comune e Organizzazioni del Terzo Settore, spesso siamo la possibilità di garantire l’erogazione di un servizio (o nei casi più fortunati ne rendiamo più funzionale l’erogazione).  

Ci viene spontaneo chiederci: come mai i fondi del Servizio Civile (in buona compagnia coi fondi per le politiche sociali) vengono sempre ridotti? Secondo il sito nazionale del Servizio Civile i volontari avviati nei primi quattro mesi del 2014 sono 12.237. Nel corso degli anni si è passati dai 45.890 del 2006 ai 15.939 del 2011. 

Una spiegazione possibile potrebbe essere la crisi e la scarsità di risorse da parte dello Stato. Questa spiegazione però convince poco in quanto sembra che le Forze Armate le risorse ci siano. Nonostante il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama accusi l’Italia di investire poco nella difesa (in pratica pretende di esercitare poteri sovrani sul nostro Paese), questa è uno dei settori che spende di più. Nonostante la nostra Costituzione affermi che “L’Italia ripudia la guerra”, stiamo acquistando armi e mezzi all’attacco, poco utili a strategie difensive in caso di aggressione, come i noti cacciabombardieri F35. 

Il programma d’acquisto degli F35, grazie alla fortissima mobilitazione pubblica, è stato ridimensionato ma non del tutto cancellato, come invece chiederebbe il buon senso oltre che il rispetto dei valori costituzionali. In un periodo di crisi in cui si rende necessaria la riduzione della spesa pubblica, la difesa dovrebbe essere la prima a limitare le spese. Non sono però solo gli F35 a incidere sulla spesa pubblica. L’esercito, la componente di terra delle nostre forze armate, sta portando avanti il progetto “Soldato Futuro” per implementare le potenzialità della fanteria. Ciò prevede l’acquisizione di armi ed equipaggiamenti molto avanzati e si immagina costosi (anche se il sito ufficiale dell’esercito non mostra i costi).

Anche la Marina è impegnata ad acquisire nuovi armamenti. Da qualche anno è stato avviato un progetto di cooperazione con la Francia per una partita di nuove fregate, le Fregate Europee Multimissione, e un progetto con la Germania per l’acquisto di battelli U-212-A.

In sintesi, nonostante l’Italia ripudia la guerra le spese militari hanno la precedenza sulle spese in campo sociale ed educativo.  La nostra Costituzione afferma che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Il Servizio Civile può essere uno degli strumenti per farlo. L’attuale indirizzo politico del Paese va però in altra direzione. I fondi del Servizio Civile sono sempre più ridotti, mentre non vi è freno per la spesa militare.  Temiamo che in tempi brevi il Servizio Civile sia depotenziato e perda senso e utilità per la nostra società. Una politica orientata a investire su altri settori potrebbe ritenere inutili mantenere strumenti  di difesa non armata della Patria, potrebbe vedere i volontari come un costo in più nel bilancio dello Stato. Quali potrebbero essere le conseguenze sui territori e sulle comunità? Il rischio è quello di avere i servizi sociali ed educativi (sia pubblici che in carico a Organizzazioni del Terzo Settore) con minore capacità operativa, progetti promozionali ridotti o chiusi, e minore possibilità per i giovani di implementare le competenze relazionali ed essere formati all’impegno civile. È questo che vogliamo?

Il Servizio Civile non porta benefici solo agli utenti degli enti in cui i volontari prestano servizio ma anche agli stessi volontari. Per molti giovani è il primo incontro con la rete dei servizi e il Terzo Settore locale, è la prima esperienza di impegno civile. Molti di noi in questi mesi, per la prima volta hanno incontrato l’Altro come una persona con una propria dignità e dei bisogni espressi, bisogni cui la risposta non è la mera erogazione di un servizio ma la costruzione di una relazione. Sono esperienze che per molti giovani non è facile avere nella propria vita.

I volontari in Servizio Civile non solo incontrano persone portatrici di bisogni ma anche realtà organizzate che si attivano per dare risposta a tali bisogni. Entra così in gioco la partecipazione civica. Un gruppo di cittadini si rende conto che la propria comunità esprime un bisogno o un problema e si attiva per intervenire. In una società, come la nostra, ove si diffonde l’individualismo (la “globalizzazione dell’indifferenza” con le parole di Papa Francesco) è importante che i giovani scoprano la bellezza dell’impegno sociale e della partecipazione civica. È una tappa fondamentale nella formazione di un cittadino e l’educazione civica studiata sui libri (se si studia ancora) non è sufficiente perché la partecipazione s’impara sul campo, magari cambiando un pannolone. 

Sara Andreello

Selena Buzzetti

Corrado Cardinali

Youssef Cherif

Marco Dosi

Nathaly Espin Jacome

Ylenia Fantini

Rajpinder Kaur

Candida Lanzillotta

Matteo Marchetti

Iara Meloni

Paolo Pantrini

Silvia Riboni

Valentina Riscazzi

Giacomo Rossi

Maria Sapone

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