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Caso Levante, c'è una nuova inchiesta. Altri cinque carabinieri indagati

La procura non aveva mai smesso di indagare. Coinvolti nuovamente anche i militari già processati per i fatti del 2020. Alcuni episodi risalgono al 2017

Torna alla ribalta il caso della caserma carabinieri Levante, una delle più clamorose  indagini giudiziarie condotte a Piacenza e che, tre anni fa, travolse completamente il personale dell'Arma in servizio alla storica caserma di via Caccialupo.

Come già emerso nei mesi scorsi, le indagini della procura di Piacenza non si erano mai fermate, e avevano interessato anche periodi temporali differenti rispetto a quelli presi in considerazione con la prima indagine, e che portarono a processo svariati carabinieri della stazione Levante e anche civili.  

Nei giorni scorsi si sono infatti concluse le indagini preliminari che vedono coinvolti in questa nuova tranche - ovviamente per altri reati – quasi tutti i carabinieri già processati in primo e secondo grado per i fatti del 2020 (esclusi gli ufficiali), altri cinque carabinieri, un finanziere nonché nove civili accusati a vario titolo di spaccio, quasi tutti comparsi già nel primo procedimento.

Quanto raccolto dai magistrati titolari delle indagini Matteo Centini e Antonio Colonna, nel corso di questi anni, dal 2020, è confluito in un fascicolo che contiene fatti anche del 2017, 2018 e 2019. Le indagini si sono anche nuovamente concentrate su episodi del procedimento scorso, entrando più nel dettaglio. In sostanza i militari piacentini con un'unica condotta avevano commesso più reati: per alcuni di questi sono stati già giudicati, per altri no. 
Ora le nuove accuse, a vario titolo, vanno dall’omessa denuncia di reato, peculato, falsità materiale in atto pubblico, alla violata consegna, rifiuto o omissione di atti d’ufficio per mancate segnalazioni di assuntori di droga alla Prefettura, falso in atto pubblico in memoriali di servizio e detenzione abusiva di armi. E ancora: arresto illegale, rivelazione di atti d’ufficio, violenza privata, perquisizione arbitraria. 
I civili invece sono quasi tutti pusher e sono indagati per spaccio.  Gli indagati avranno ora venti giorni per visionare il fascicolo, farsi interrogare dal pm, produrre memorie difensive, o prove documentali e testimoniali. Di lì, poi, la procura potrà chiedere al gip il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

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