Liquido da fusti contaminati, la procura indaga sulla centrale nucleare

Il procuratore capo Cappelleri ha confermato che non c'è alcun allarme per i cittadini. Avviati accertamenti «che al termine renderemo pubblici». Nel mirino gli 8mila fusti da cui potrebbe essere uscito materiale radioattivo

Una delle foto pubblicate dal settimanale il punto che ritrae uno dei fusti corrosi

Sulla centrale nucleare di Caorso la procura della Repubblica di Piacenza ha aperto un fascicolo di inchiesta e disposto accertamenti. Al centro ci sarebbe lo sversamento di liquidi contenuti in alcuni degli 8.000 fusti da 250 litri ciascuno stoccati nella centrale. «Il tema è di interesse pubblico - ha affermato il procuratore capo di Piacenza, Salvatore Cappelleri – e quando avremo gli esiti degli accertamenti li renderemo noti. Per ora, non ci sono elementi tali da creare allarme nell’opinione pubblica». L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna. Le ipotesi di reato, non confermate dalla procura, dovrebbero essere legate alla violazione della legge 230 sul nucleare, in particolare riguardo alle autorizzazioni per il deposito e lo smaltimento di rifiuti radioattivi. Tutto sarebbe partito da una relazione degli ispettori dell'Ispra di Roma. All'Arpa di piacenza sono state commissionate le verifiche ambientali e le analisi.

Solo ieri, due interrogazioni dei consiglieri regionali Marco Carini (Pd) e Stefano Cavalli (Lega) avevano portato la vicenda sotto il riflettori. I due hanno chiesto spiegazioni su questa fase del decommissioning e garanzie sulla sicurezza di chi ci lavora e dei cittadini. Carini, in particolare, aveva puntato il dito contro lo stato di conservazione dei fusti, alcuni dei quali sarebbero corrosi. I fusti contengono resina mischiata a polimero e acido solforico, sotto forma di palline.

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Ecco quanto riportato da un’inchiesta del settimanale “Il Punto”, il quale mostra anche alcune fotografie dei fusti corrosi: «Da qualche mese la Sogin sta tentando di riparare i fusti; i lavori di riparazione, come rivelano le fonti interne a Sogin, sono tuttavia eseguiti senza rispettare troppo i parametri di sicurezza. Il carrello che trasporta i fusti, ad esempio, è stato adeguato "in maniera artigianale". Per una migliore movimentazione dei vari fusti sono stati allungati i bracci elevatori».

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