Lite al canile e oltraggio alla guardia zoofila

Castellarquato, processo a una donna accusata di oltraggio a pubblico ufficiale. Una guardia volontaria voleva riprendere un cane sequestrato a Pontenure per restituirlo al proprietario (era stato dissequestrato mesi prima). La donna, anch’essa volontaria, si frappose fra la guardia e i carabinieri perché non voleva consegnare l’animale

Pur di non restituire il cane avrebbe ingiuriato il responsabile del Nucleo delle guardie zoofile e anche l’allora maresciallo dei carabinieri di Castell’Arquato. E’ il cuore di un processo che vede imputata una donna, Robert Gilberte, di oltraggio a pubblico ufficiale (ma solo nei confronti della guardia zoofila, Loris Burgio, di Fare ambiente). La donna, all’epoca volontaria Enpa, difesa dall’avvocato Cristina Balteri, sostiene di aver agito con correttezza. La guardia si è costituita parte civile con l’avvocato Gianmarco Lupi. Davanti al giudice Gianandrea Bussi, pm Monica Bubba, sono sfilati alcuni testimoni.

La vicenda avvenne nel marzo del 2016. A metà mese, le Guardie zoofile Enpa avevano chiesto al Comune di Pontenure il sequestro di un cane: secondo le guardie, il cane era tenuto in un box in condizioni limite, tra la sporcizia e affetto da due malattie. Il Comune, ritenendo il proprietario soggetto non idoneo a tenere il cane, sequestrò l’animale e lo mandò al canile di Castell’Arquato. Nel frattempo, al proprietario vennero date alcune prescrizioni per sistemare il box, metterlo in sicurezza e tenere meglio il cane. L’animale venne dissequestrato a luglio 2016, ma restò al canile di Castell’Arquato. Nel settembre del 2016, le guardie Enpa svolsero altri controlli nel luogo dove era tenuto il cane, a Pontenure. La prima verifica non rilevò alcun cambiamento. Dalla seconda, invece, emersero sì alcune migliorie, ma restavano altre cose da fare.

Il 21 marzo 2017, Burgio si recò a Castell’Arquato e mostrò il documento di dissequestro alla dirigente del canile. Quest’ultima, visto l’atto del Comune di Pontenure, andò a prendere il cane. In quel momento, arrivò Gilberte. Scoppiò una lite verbale. La guardia zoofila disse che aveva il documento del sindaco. Lei, però, avrebbe continuato a urlare e Burgio chiamò i carabinieri. Arrivò l’allora comandante di Castell’Arquato. Lei, secondo la testimonianza del maresciallo, continuò a inveire contro i due uomini, entrambi in divisa, perché non le davano il cane. La donna sarebbe stata agitata e avrebbe parlato di questioni politiche sostenendo che il proprietario non era in grado di occuparsene.

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