Cronaca

Litiga con il capotreno e fa partire il convoglio in ritardo: condannato

Un marocchino accusato di resistenza e interruzione di pubblico servizio. Il pm chiede 4 mesi, il giudice lo condanna a sei

Aveva litigato con un capotreno e, ubriaco era finito a terra, ritardando così la partenza del convoglio. Un marocchino di 32 anni è stato condannato dal giudice Laura Pietrasanta a  sei mesi per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Il pm Sara Macchetta aveva chiesto la condanna a 4 mesi, mentre il difensore, l’avvocato Paolo Campana, l’assoluzione.

Nel 2016, il marocchino stava per salire sul treno regionale per Bologna. L’uomo appariva ubriaco e il capotreno lo aveva avvicinato per sapere se avesse un biglietto e che, in caso contrario, avrebbe potuto farlo sul treno. L’immigrato cominciò a litigare con il capotreno e due si spintonarono. Il 32enne finì a terra. Il capotreno chiamò la Polfer e poi scattò la denuncia (il capotreno in servizio è un pubblico ufficiale).

Campana ha chiesto di assolvere il marocchino perché il capotreno avrebbe dovuto farlo salire sul treno e, in caso non avesse pagato, elevare una sanzione. Inoltre, il servizio non è stato interrotto: il treno è partito mezz’ora dopo, ma il ferroviere disse che la lite era durata solo pochi minuti.

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