Schiacciata dagli strozzini, organizza un maxi furto al magazzino Unieuro

Una dirigente del magazzino logistico dell'Unieuro fa sparire quasi trenta televisori con una spedizione-fittizia: doveva saldare un debito d'usura. La donna è stata licenziata in tronco

Schiacciata da un debito di quasi 6mila euro contratto a tassi usurai (100%), una lodigiana di 35 anni ha sfruttato il suo ruolo (responsabile resi del centro logistico Unieuro a Piacenza) per far sparire come d'incanto quasi 30 televisori, per un valore di 10mila euro. Ma è stata beccata, e denunciata dai carabinieri di Piacenza.

Una storia complessa, fatta venire a galla da una minuziosa attività d'indagine degli uomini dell'Arma. Tutto ha inizio lo scorso settembre, quando alcuni dipendenti del magazzino (il magazzino centrale dell'Unieuro di via Torre della Razza, da dove vengono smistati pezzi per tutta Italia) notano 28 televisori accatastati e pronti per essere spediti anche se non era in programma nessun invio. Ed effettivamente, poco dopo i televisori - al plasma, marca Lg - dopo un po' spariscono.

I dirigenti Unieuro contattano i carabinieri, che cominciano a indagare. Si scopre così che i televisori erano stato spediti con una bolla "fittizia" di "strumenti da riparare" a una ditta di Rho (ignara e all'oscuro di tutto) e che sarebbero poi stati recuperati attraverso un "vizio di forma", ovvero una spedizione errata. In sostanza, la spedizione per un motivo finto (la riparazione) era stata organizzata per poi procedere al recupero dei televisori e farli sparire sul mercato nero.

Si viene a scoprire che a organizzare il tutto era stata una 35enne lodigiana, dirigente dei resi del magazzino, quindi con un ruolo di responsabilità. Secondo quanto appurato, avrebbe contratto un debito con tassi usurai con un 30enne di Milano, 3mila euro con tasso al 100%; non riuscendolo ad onorare, il 30enne le avrebbe proposto questo "colpo", sfruttando il suo lavoro. Per fare sparire i televisori si sarebbero avvalsi di un altro 40enne milanese, di origine calabresi.

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E così è andata. Pare che non fosse la prima volta che la 35enne sfruttava la propria posizione; era stati fatti sparire anche numerosi strumenti Apple e altri oggetti elettronici. Ma mai nessuno aveva avuto sospetti nei suoi confronti. I prestiti li richiedeva, pare, per mantenere alto il proprio tenore di vita, vacanze e vestiti firmati. Si pensa abbia portato ammanchi a Unieuro per 70mila euro dall'inizio dell'anno. La donna è stata licenziata in tronco. Tutt'e tre sono stati arrestati per furto in concorso e il 30enne per usura.

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