«Piacenza è una città meravigliosa perché è cardioprotetta»

Lorella Cuccarini testimonial d'eccezione per l'inaugurazione della Festa del Cuore che per tre giorni vedrà protagonista Progetto Vita in piazza Cavalli. Stefano Nani (118): oggi la fida è quella contro il tempo

Lorella Cuccarini insieme ai bambini delle scuole che sono stati premiati

«Piacenza è una città bellissima oltre che per l'arte e la cultura, anche e soprattutto perché è una città cardioprotetta». Testimonial d'eccezione e graditissima ospite a palazzo Gotico, Lorella Cuccarini ha dato il via alla tre giorni di festeggiamenti in piazza Cavalli di Progetto vita e della tradizionale Festa del Cuore. L'associazione piacentina, che da oltre dieci anni si batte per l'utilizzo del defibrillatore sul territorio piacentino (siamo stati i primi in Europa a farlo), ha coinvolto anche alcune classi delle scuole piacentine. Proprio perché, come la dottoressa Daniela Aschieri e il collega Alessandro Capucci hanno più volte sottolineato in passato, è importante far passare la cultura del defibrillatore fin da bambini. Questo anche perché la semplicità d'uso dello strumento salvavita ne permette l'utilizzo, senza pericolo, anche da parte dei più piccoli.

Piacenza è anche la prima città in Italia ad aver dato vita al progetto del Codice blu, che permette l'impiego del defibrillatore in maniera capillare e immediata sul territorio della città grazie agli strumenti in dotazione alle pattuglie delle forze dell'ordine, che possono intervenire in caso di arresto cardiaco improvviso dopo l'attivazione con la telefonata al 118. A ricordare le difficoltà legate all'avvio di questa iniziativa, che negli hanno ha però salvato tante vite, è stato l'ex questore piacentino Adamo Gulì, che per primo, quando era alla guida di viale Malta, si interessò presso il ministero, per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie.

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Stefano Nani, che coordina il 118 di Piacenza, ha poi fatto il punto della situazione oggi. «Possiamo contare sulla tecnologia che sempre di più ci permetterà di vincere la sfida più importante che oggi ci trovammo ad affrontare quando si parla di defibrillazione precoce: quella contro il tempo di intervento. Certo, oggi abbiamo conquistato il Codice blu, ma si può e si deve fare ancora meglio. Ad esempio facendo un censimento, tramite un portale, di tutti i defibrillatori privati presenti sul territorio. E soprattutto spiegando alla gente l'importanza di effettuare periodicamente la semplice manutenzione dell'apparecchio».

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