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Lugagnano, disinnescato un ordigno bellico nella zona dei calanchi

L’intervento del 2° reggimento Genio Pontieri di Piacenza. Il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico chiamato dalla prefettura a garantire l’incolumità degli operatori

E’ stato disinnescato e quindi trasferito in un sito apposito, nel primo pomeriggio del 18 marzo dagli artificieri del 2° Reggimento Genio Pontieri dell’Esercito Italiano di Piacenza, un ordigno risalente alla Seconda Guerra Mondiale affiorato nella zona dei calanchi, poco distante dal centro della Val d’Arda.  Rinvenuto casualmente nelle scorse settimane da due escursionisti, il residuato bellico – un pezzo da mortaio – era stato segnalato prontamente alle autorità che, dopo aver bonificato la zona, hanno valutato l’opportunità di neutralizzare la carica esplosiva della carica da artiglieria.

Su disposizione della Prefettura di Piacenza infatti, l’intera zona è stata messa  off-limits, ed oltre agli artificieri dell’Esercito ed ai Carabinieri, anche i tecnici della Stazione Monte Alfeo di Piacenza sono stati chiamati ad intervenire, per garantire l’incolumità degli addetti ai lavori, considerato il terreno impervio su cui le operazioni di disinnesco si sono svolte. Il Soccorso Alpino era presente con una squadra di tecnici che hanno attrezzato con corde il percorso di avviccinamento al sito, mentre un medico rianimatore addestrato ad operare in ambiente ostile, in sinergia con l’ambulanza messa a disposizione dalla Croce Rossa, ha garantito un tempestivo intervento sanitario in caso di necessità.

Contrariamente a quanto previsto nei giorni scorsi, l’ordigno non è stato fatto brillare ma è stato disinnescato e successivamente trasferito dai militari dell’Esercito in un altro sito, con le operazioni  che si sono  concluse intorno alle ore 15.30 di pomeriggio.

Il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, è presente sul territorio con disponibilità di 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, ed oltre ad intervenire per problematiche di tipo sanitario e di ricerca di persone disperse in  ambiente ostile, collabora attivamente con le autorità di Protezione Civile  e con gli altri enti preposti alla pubblica sicurezza. 

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