Lugagnano, riaperte le strade. Il sindaco: «Ora ci aspetta un lavoro lungo e dispendioso»

Ora si contano i danni. Papamarenghi: «Dopo una prima ricognizione ci attiveremo per richiedere lo stato di calamità».

Operai al lavoro per la rimozione delle piante. Sotto il sindaco mentre fa visita ad una coppia di anziani

Il territorio di Lugagnano inizia pian piano a risollevarsi dopo essere stato colpito dal maltempo con il gelicidio ad inizio settimana. Le strade sono state liberate dai detriti nella tarda mattinata di mercoledì 13 dicembre grazie all’impegno di sei squadre di volontari del paese, rimaste sul campo per tutta la giornata evitando di impegnare gli uomini dei vigili del fuoco e della Protezione Civile, in queste ore chiamati a raccolta in provincia di Reggio Emilia per l’esondazione di alcuni torrenti. Sempre in mattinata l’Amministrazione comunale ha effettuato un sopralluogo insieme alla Soprintendenza per i beni culturali nell’area archeologica di Veleia. Al termine si è convenuti sulla decisione di chiudere il sito ai visitatori fino a domenica per permettere a operai del Comune e a volontari di liberare l’area dalle piante che si sono sradicate. «Sarà un lavoro lunghissimo e dispendioso» - commenta il primo cittadino di Lugagnano, Jonathan Papamarenghi.

Intanto nelle frazioni è stata ripristinata la rete dell’acqua potabile, mentre Enel è ancora al lavoro per riportare nelle case l’energia elettrica, «nonostante le garanzie della Prefettura di martedì sera», dice Papamarenghi che si è recato personalmente, insieme a parte del personale del Comune, a far visita e a consegnare i farmaci alle famiglie di anziani rimaste al buio e al freddo in questi giorni.

Oggi, giovedì 14 dicembre, sarà il giorno della conta dei danni: «Dopo una prima ricognizione – conclude il sindaco - ci attiveremo per richiedere lo stato di calamità».

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