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Luljeta incinta e picchiata ha perso il bimbo. Sabato 7 novembre fiaccolata a Piacenza

Luljeta è una giovane albanese contattata dall'unità di strada di Piacenza dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, incinta e picchiata ha perso il bambino. Sabato 7 novembre una fiaccolata in centro per tutte le donne costrette a prostituirsi e vittime di violenza

Luljeta è una giovane albanese contattata dall'unità di strada di Piacenza dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Sfruttata, controllata sul tratto di marciapiede che le era stato indicato, in stato di gravidanza, poi malmenata. Ad inizio ottobre ha partorito in casa al terzo mese il feto morto. Suo figlio non c'è più e lei pure nelle ultime settimane non è stata più rivista, probabilmente trasferita in un'altra zona ancora costretta a smerciare il suo corpo ai clienti.

I membri e volontari dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Piacenza avrebbero voluto proporre un altro finale a lei e a suo figlio: un programma di assistenza e protezione sociale; un percorso di sostegno alla maternità in una casa famiglia della Comunità. Da questa tragica vicenda è nata l'idea di Luci di libertà, la fiaccolata che denuncerà le molte storie di prostituzione come quella di Luljeta, e che vedono protagoniste anche donne in stato di gravidanza, in diverse aree in particolare a sud della città. Sabato 7 novembre alle 17 dal parcheggio di viale Malta partirà una fiaccolata che arriverà fino in centro. 

Una unità di strada Apg23 è attiva in città dall'ottobre 2013 con uscite settimanali notturne, e ha contattato fino ad oggi 250 donne nigeriane, albanesi e romene di età compresa tra i 20 e i 28 anni. In questi due anni non sono mancate le segnalazioni di ragazzine che si prostituivano da minorenni. "La Fiaccolata è stata pensata appositamente lungo le vie del centro - spiegano gli organizzatori durante una conferenza stampa al palazzo vescovile - nell'area pedonale e durante l'orario di apertura dei negozi. Partiremo dal parcheggio di viale Malta, alle spalle della Questura, per raggiungere in piazza Cavalli la basilica di San Francesco. Vogliamo essere visibili, come Chiesa, per dare voce a chi non ha voce. Chiediamo alle istituzioni che venga superata la logica della riduzione del danno, ancheintroducendo sistemi di sanzioni per i clienti".


Preziosa sarà la presenza del vescovo, Mons. Gianni Ambrosio, che presiederà la messa conclusiva alle ore 18 presso la Basilica San Francesco, in ricordo fra l'altro di don Oreste Benzi. "Nessuna donna nasce prostituta, c’è sempre qualcuno che la fa diventare tale", ripeteva incessantemente il Servo di Dio, scomparso il 2 novembre del 2007 e fondatore dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. L’Apg23 è parte del Tavolo contro la tratta del Comune di Piacenza; collabora col Corpo speciale della Polizia municipale. Le Luci di libertà raggiungeranno poi Reggio Calabria il 14 dicembre, per il prossimo appuntamento di denuncia delle schiavitù della tratta.

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