Non vuole perdere il lavoro, maestra minaccia di morte ex alunna

Storia incredibile in città. Una maestra, per paura della soppressione della propria classe, minaccia di morte la famiglia di un'alunna, nel frattempo trasferitasi in altro istituto, per farle lasciare la nuova scuola. Telefonate e biglietti minatori

minacce_2Una storia incredibile è accaduta in una scuola elementare cittadina. Una maestra (49 anni, stimatissima, mai avuto un problema con la legge) è stata condannata per minacce gravi (pena patteggiata a due mesi) dopo aver gettato nel panico la famiglia di una bimba di 9 anni appena trasferitasi in un'altra scuola. La donna, infatti, temeva che l'"emorragia" di alunni dal suo istituto potesse farla rimanere senza lavoro, con la soppressione di una classe.

LE PRIME MINACCE - Tutto ha inizio nell'ottobre del 2009. Maria (il nome è fittizio) viene raggiunta da una telefonata in classe. "E' la tua mamma", dice una segretaria. Ma non è vero. Una voce di donna le dice che "nella scuola non è ben voluta, e che dovrebbe andarsene". La bimba racconta tutto in casa. Viene allertata la polizia. A questa telefonata ne sopraggiunge una nuova: "Noi non vi vogliamo, se non ve ne andrete faremo del male fisico alla bambina". Le minacce diventano pesanti, e le indagini della polizia s'intensificano.

"DOBBIAMO UCCIDERE VOSTRA FIGLIA" - La bimba fa parte di una famiglia tranquillia, amata da tutti, che non ha mai avuto nemici o screzi, e si cerca di capire da dove possa nascere questo astio. Le telefonate continuano, nel frattempo, e vengono recapitati nell'abitazione anche dei biglietti, con minacce sempre più pesanti. "Dobbiamo uccidere vostra figlia, perchè non avete fatto quello che è stato detto". La polizia stringe i tempi per trovare il colpevole di queste odiose minacce. Viene ristretto un campo di persone.

SI RINTRACCIA LA MAESTRA - Tutte le telefonate vengono fatte da cabine telefoniche. Anche i biglietti (nelle foto) hanno una scrittura infantile, occultano la vera grafia della donna. Si scopre che una chiamata è stata effettuata da un bar: ai clienti abituali vengono mostrate le foto di alcune persone sospette (tra cui quella dell'insegnante), e una donna addetta alle pulizie riconosce tra le clienti, proprio la maestra.

LA CONFESSIONE - Viene perquisita la casa della donna, che è sposata e ha un figlio adolescente. Il marito era all'oscuro di tutto. Lei inizialmente nega le accuse, ma all'improvviso crolla: nell'abitazione, infatti, viene trovato un altro bigliettino minatorio che stava per essere inviato a un'altra famiglia. La donna si giustifica dicendo che aveva paura di perdere il posto di lavoro, e convincendo le famiglie degli alunni che si trasferivano a tornare nella vecchia scuola la sua classe non sarebbe stata soppressa. Ma la 49enne, però, il posto l'ha perso davvero: è stata sospesa.

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