«Nessuna finalità educativa in quelle immagini, solo volontà di ledere l'integrità dei bambini»

Nelle pagine dell'ordinanza di custodia cautelare delle tre maestre dell'asilo di San Polo, il gip accoglie il quadro accusatorio della procura. Nel mirino anche frasi dette ai bambini e riprese dalle telecamere: «Ti metto la testa nel water» «Ti faccio mangiare la carta igienica»

La scuola San Giovanni Bosco a San Polo. In basso il pm Matteo Centini e l'avvocato Franco Livera

«Una condotta abituale con l'unica intenzione criminosa di ledere l'integrità psicologica, morale e fisica dei piccoli ospiti della scuola, e rendere loro particolarmente dolorosa l'esperienza della convivenza scolastica». Così il giudice per le indagini preliminari Luca Milani, nell'ordinanza di custodia cautelare, riassume la visione accusatoria nei confronti delle tre maestre della scuola materna San Giovanni Bosco di San Polo, arrestate per presunti maltrattamenti sui bambini, accogliendo le tesi del pm Matteo Centini al termine delle indagini dei carabinieri di San Giorgio, guidati dal luogotenente Marco Dubrovich. Un'inchiesta relativamente breve, durata poco più di un mese, ovvero il tempo di raccogliere, secondo gli inquirenti, prove sufficienti dai filmati delle telecamere nascoste dentro l'asilo. Le tre indagate, attualmente agli arresti domiciliari, saranno ascoltate all'inizio della settimana per l'interrogatorio di garanzia e potranno certamente già fornire una propria versione dei fatti contestati. Si tratta di suor Silvana Paluello, direttrice della scuola, e delle due maestre Ernestina Rossi e Annalisa Paraboschi, tutte difese dall'avvocato di fiducia Franco Livera del Foro di Piacenza. 

Matteo Centini-2Le immagini riprese dai carabinieri mostrano, secondo il giudice, «continue, perduranti e reiterate vessazioni di ordine fisico e psicologico poste in essere nei confronti degli alunni». Il gip, nell'ordinanza, parla di minacce ("ti metto la testa nel water" "ti faccio mangiare la carta igienica" "vi fucilo" "vi meno" "ti do una scarpata") di umiliazioni («un bambino veniva costretto a mangiare da terra, stando carponi, una mela che gli era caduta» «due bimbi venivano fatti stare in ginocchio» «ad una bimba per punizione veniva strappato in faccia il disegno che stava facendo» «ad un bimbo veniva gettato lo zaino nel cestino») e di episodi di bullismo sessuale («un bimbo veniva tenuto qualche secondo in mutande davanti ai compagni per punizione, un altro veniva deriso perché nel fare pipì si era bagnato» «un bambino che si era applicato del lucidalabbra veniva deriso dicendogli se voleva essere un "femminiello" minacciando di dirlo al padre»).

Secondo il giudice che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare, dalle intercettazioni emergerebbe un quadro «chiaro di un clima di vessazione instaurato dalle insegnanti senza lasciare spazio a letture alternative» nei confronti degli alunni «ingiustamente mortificati e minacciati senza che nel comportamento delle insegnanti possa nemmeno intravedersi una finalità educativa».

franco livera-2Dunque per il gip e per la Procura della Repubblica non si sarebbe davanti a quadro di abuso di mezzi di correzione (reato previsto dal codice penale) e nemmeno in presenza di «modelli ormai superati di rigida educazione», nonostante lo stesso magistrato rilevi come, dai filmati, emerga che si tratta di bambini molto vivaci e che il numero delle educatrici presenti nella scuola di San Polo «è probabilmente inadeguato a "fronteggiare" una classe così nutrita di piccoli scalmanati».

Nel documento, consegnato alle indagate al momento dell'arresto, il tribunale spiega come tutta l'indagine sia nata alla metà di ottobre dopo che una mamma si è presentata in caserma a San Giorgio dicendo di aver iniziato a notare strani comportamenti nel figlio che frequentava la scuola materna: «Le preoccupazioni dimostrate da quella mamma - dice il gip - si sono rivelate tutt'altro che infondate».

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