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Mafie, "Maxi-processo Aemilia" in Fiera a Bologna: la Regione stanzia 400mila euro

Tenere il processo a Bologna "ha un forte valore simbolico perchè significa di fatto collocarlo nel centro, politico ma anche economico". Potrebbero essere circa 400 le persone interessate, tra imputati e avvocati

La Regione stanzia ufficialmente i fondi aggiuntivi per consentire di tenere l'udienza preliminare del processo Aemilia alla Fiera di Bologna. "Garantiamo, in virtù di una decisione unanime da parte della giunta, lo svolgimento del processo Aemilia a Bologna attraverso la copertura dei costi per i servizi generali, l'allestimento e l'impianto audio", così il sottosegretario alla presidenza della giunta Andrea Rossi, che conferma il sostegno "concreto" da parte della Regione nel supportare i costi del processo, "frutto di un'indagine che ha scosso le nostre coscienze e disvelato la penetrazione mafiosa sul nostro territorio". 

Come annunciato lunedì dal governatore Stefano Bonaccini, non basteranno i i 30.000 euro al mese programmati inizialmente, ma Rossi, infatti, in una lettera invata ier al presidente del Tribunale di Bologna Francesco Scutellari, conferma "la totale copertura dei costi, affinchè il processo possa regolarmente avere luogo all'interno degli spazi delle Fiere di Bologna, per un importo di poco superiore a 400.000 euro, che saranno inseriti all'interno dell'assestamento di bilancio in approvazione a settembre". La decisione di tenere il processo a Bologna, all'interno della Fiera, "ha un forte valore simbolico- conclude Rossi in una nota- perchè significa di fatto collocarlo nel centro, politico ma anche economico, di un territorio che è stato coinvolto da quest'imponente operazione, che ha portato a numerosi arresti, sequestri e perquisizioni". Per Aemilia, secondo la Procura di Bologna, potrebbero essere circa 400 le persone interessate, tra imputati e avvocati.

200 REATI. "Qui non manca nulla, questi reati sono significativi della capacità di infiltrazione che l'organizzazione criminale ha messo in campo per dimostrare la sua forza. E la fase è ancora suscettibile di evoluzione...". Così il procuratore capo di Bologna, parlando dell'atto di fine indagine (151 pagine) che ha chiuso l'inchiesta "Aemilia", centrata sulla ricostruzione post sisma e affini. Sono tanti i reati in questione. Le contestazioni della Dda di Bologna contro la 'ndrangheta al nord sono ripercorse da Alfonso. Fra circa un mese, stima Alfonso, ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio. A gennaio scadono i termini di custodia cautelare, fra settembre e gennaio bisogna celebrare ''udienza preliminare". (agenzia Dire)

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