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Da sinistra: il tenente Luca Delle Vedove, il colonnello Corrado Scatterettico e il maggiore Massimo Barbaglia

Da sinistra: il tenente Luca Delle Vedove, il colonnello Corrado Scatterettico e il maggiore Massimo Barbaglia

Malessere e disagio, la 17enne ammette di aver inventato l'aggressione sull'argine

«Un grande malessere ha spinto la 17enne a cercare attenzione attraverso l'invenzione di una storia verosimile che però è stata smentita dalle indagini dei carabinieri, dagli esami medici e, nella mattinata del 28 gennaio dal racconto che lei stessa ha fornito alla psicologa». La giovane si sarebbe inventata l'aggressione per attirare l'attenzione della famiglia

«Un grande malessere ha spinto la 17enne a cercare attenzione attraverso l'invenzione di una storia verosimile che però è stata smentita dalle indagini dei carabinieri, dagli esami medici e, nella mattinata del 28 gennaio dal racconto che lei stessa ha fatto alla psicologa». Si conclude con queste parole del colonnello dell'Arma, Corrado Scattarettico una vicenda che nelle ultime ore appariva gravissima e allarmante. 

La giovane piacentina ascoltata dalla psicologa infantile, che ora la prenderà in cura insieme alla famiglia, ha ammesso di essere andata da sola sull'argine nel pomeriggio del 27 gennaio e di aver inscenato un'aggressione, per cercare attenzione da parte della propria famiglia, dalla quale si sentiva trascurata. L'età difficile che sta vivendo, l'adolescenza, l'ha spinta a questo grave gesto, non trovando aiuto nei famigliari o negli amici più intimi. «Avevamo intuito che la storia raccontata dalla ragazzina non fosse del tutto veritiera ma, fino a prova contraria e nell'immediatezza, ci siamo comportati come se la violenza avesse avuto luogo, attuando tutti i protocolli del caso», fanno sapere dal comando provinciale dei carabinieri. «Non esiste ad oggi una problematica del genere nella nostra città». Rassicura infine l'Arma. 

IL FATTO - Tutto sarebbe iniziato nel primo pomeriggio del 27 gennaio quando la mamma rincasando non ha trovato la figlia che era anche irrangiungibile sul cellulare. A quel punto avrebbe chiamato il 113 per chiedere aiuto. Poche ore dopo la ragazza è stata trovata seminuda sull'argine da un uomo che stava facendo jogging: la giovane a quel punto ha chiamato con il suo cellulare i genitori e poi è stata soccorsa da un'ambulanza e portata in ospedale. Poco dopo i carabinieri del nucleo Radiomobile, sentito l'uomo che per primo ha soccorso la donna, hanno trovato, insieme ai vigili del fuoco, gli abiti che indossava in una boscaglia all'altezza della foce del Trebbia, e un rotolo di nastro adesivo. La piacentina aveva raccontato di essere stata sequestrata da tre nordafricani sotto casa e di essere stata portata a forza sull'argine, spogliata e legata, fino a quando era riuscita a liberarsi e chiedere aiuto.

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