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Il presidente Fausto Zermani a Roncaglia con alcuni tecnici consortili durante il sopralluogo

Il presidente Fausto Zermani a Roncaglia con alcuni tecnici consortili durante il sopralluogo

Maltempo, Consorzio di bonifica attivo nel drenaggio delle acque

La diga di Mignano scongiura gravi danni in Val d'Arda. Zermani: «Cogliamo l'occasione per interrogarci seriamente sulle norme della cosiddetta ri-naturalizzazione dei corsi d'acqua. Prima vengono le persone»

Rischio per la sicurezza delle persone in alcune frazioni montane isolate, abitazioni bloccate dai flussi improvvisi delle acque, tratti di strade dissestate, parziale interruzione dell'energia elettrica e aziende agricole duramente colpite da una delle esondazioni di Trebbia e Nure più rapide ed imponenti degli ultimi anni. In questo complesso scenario il Consorzio di bonifica di Piacenza si è subito attivato nelle operazioni di intervento nelle zone colpite del proprio comprensorio. Tutti gli impianti idrovori sono accesi e al massimo dell'attività di pompaggio (ad Armalunga tre idrovore drenano di continuo acqua dalle primissime ore del mattino). Le diverse squadre dei tecnici consortili stanno tutt'ora effettuando ininterrottamente sopralluoghi di monitoraggio e lavori di ripristino (dove possibile vista la consistente mole del fenomeno verificatosi) attraverso drenaggi e risistemazioni mirate in attesa di adoperarsi ulteriormente per portare via le acque di superficie mediante il lunghissimo reticolo delle canalizzazioni di scolo e gli impianti idrovori, pompe mobili. Da evidenziare al contempo come la diga di Mignano e i rilasci programmati dai tecnici del Consorzio abbiano scongiurato, in questa occasione, gravi ed ingenti danni ed ulteriori ripercussioni anche sull'intera Val d'Arda fungendo così da vera e propria vasca che ha contenuto l'abbondante quantità di pioggia caduta in così breve tempo. Un lavoro molto importante di mitigazione del danno in queste ore concitate è da attribuire alle numerose imprese agricole ancora una volta colpite con ferocia dagli eventi naturali e ai consorzi privati che stanno svolgendo un prezioso ruolo.

Il presidente del Consorzio di bonifica Fausto Zermani, impegnato da subito nei sopralluoghi delle zone più a rischio (nell'immagine a Roncaglia con un tecnico consortile) ha sottolineato come «Queste "bombe d'acqua" così violente e straordinarie, con nefaste conseguenze dirette su persone ed economia, mettano pesantemente al centro del dibattito ed in discussione le recenti norme sulla cosiddetta ri-naturalizzazione degli alvei dei fiumi in cui si dibatte sull'azione degli interventi artificiali dell'uomo sul territorio, azioni perlopiù volte alla salvaguardia e alla prevenzione di questi gravi fenomeni: pensiamo alla funzione contenitiva svolta dalla diga di Mignano e all'incidenza estremamente negativa avuta dai numerosissimì tronchi e detriti disseminati lungo tutto il corso di Trebbia e Nure. Meglio che un tronco d'albergo in balia delle acque ne ostruisca il flusso bloccando un ponte o meglio levarlo di mezzo in anticipo in modo adeguato senza lungaggini e regolamenti fuori dal tempo? Forse sarebbe il caso di darci davvero nuove condizioni di sicurezza per tutti intervenendo in tempo utile».

Tecnici del Consorzio di Bonifica al lavoro per drenare le acque mediante pompe idrovore mobili-2

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