Maltrattamenti a San Polo, le eccezioni delle difese fanno slittare il processo

Scuola materna, la procura non ha interrogato il parroco, come chiesto da lui stesso, e mancava la notifica a un avvocato. Ora si dovrà rifare la chiusura delle indagini, poi si ritornerà dal gip

E’ cominciata con un rinvio l’udienza preliminare per le quattro persone coinvolte nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti alla scuola materna di San Polo di Podenzano. Il giudice Fiammetta Modica, infatti, ha accolto due eccezioni preliminari: una riguardava il mancato interrogatorio di don Franco Sagliani, il parroco di San Polo, nella fase successiva alla chiusura delle indagini preliminari; l’altra, invece, la mancata notifica dell’udienza al secondo avvocato difensore del parroco. Ad assistere il sacerdote ci sono gli avvocati Manuela Signaroldi - che ha presentato le eccezioni - e Stefania Coluccini.

Così, il giudice ha disposto la restituzione degli atti al sostituto procuratore Matteo Centini (titolare dell’inchiesta), il quale dovrà sentire il parroco e formulare una nuova chiusura dell’indagine. Solo al termine della chiusura (le difese hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di far sentire gli indagati) e della richiesta di rinvio a giudizio si potrà fissare una nuova udienza preliminare. E’ così il primo appuntamento davanti a un giudice si è risolto con un nulla di fatto anche per gli altri indagati: suor Silvana Paluello (difesa dall’avvocato Luigi Alibrandi), le due maestre Annalisa Paraboschi ed Ernestina Rossi (assistite dagli avvocati Franco Livera e Graziella Mingardi) e don Sagliani. Tutti sono accusati di maltrattamenti sui minori, aggravati dal fatto di aver commesso certi atti davanti ai bimbi.

Le indagini sulla scuola, coordinate dal sostituto procuratore Centini e svolte dai carabinieri di San Giorgio all'epoca guidati dal luogotenente Marco Dubrovich, cominciarono nel novembre del 2019. Gli investigatori installarono anche delle telecamere nascoste nella scuola. Dalle immagini sarebbero emersi atteggiamenti poco consoni al ruolo di un insegnante: i bambini sarebbe stati, secondo le accuse, vittime di aggressioni verbali «per ledere l’integrità psicologica dei piccoli», come scrisse il gip nell’ordinanza di custodia cautelare (all’inizio per la suora e due maestre scattarono gli arresti domiciliari e in seguito venne indagato anche il parroco; ora sono tutti in libertà). Tutte e tre le insegnanti, come fatto durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, hanno sempre negato le accuse dicendo di non aver mai maltrattato i piccoli. 

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