Maltrattamenti all'asilo di San Polo, due maestre rimesse in libertà

Ernestina Rossi e Annalisa Paraboschi, le due maestre arrestate per maltrattamenti sui bambini dell'asilo di San Polo, sono state rimesse in libertà. Sono ancora sospese dal servizio. A chiederlo erano stati gli avvocati Livera e Mingardi: il gip ha accolto la richiesta ma per la suora si è riservato la decisione

Un frame di uno dei video delle telecamere nascoste, nelle altre immagini gli inquirenti e gli avvocati delle indagate, Livera e Mingardi

Ernestina Rossi e Annalisa Paraboschi, le due maestre arrestate per maltrattamenti sui bambini dell'asilo di San Polo, sono state rimesse in libertà, ma sono ancora sospese dall'insegnamento.  A chiederlo erano stati gli avvocati delle due donne, Franco Livera e Graziella Mingardi e il gip ha accolto la richiesta. Per la direttrice dell'istituto, suor Silvana Paluello, il giudice invece si è riservato. Le tre educatrici erano state arrestate il 28 novembre dai carabinieri di San Giorgio, guidati dal luogotenente Marco Dubrovich e coordinati dal sostituto procuratore Matteo Centini ed erano finite ai domiciliari. Il 3 dicembre si era svolto per Rossi e Paraboschi l'interrogatorio di garanzia mentre la suora era stata sentita qualche giorno dopo. Le tre donne avevano negato i maltrattamenti. Per tutte e tre la procura ha ipotizzato il reato di maltrattamenti su minori, con l’aggravante di aver di aver picchiato e sottoposto a «vessazioni» fisiche e psicologiche alcuni bambini alla presenza di altri bimbi della scuola materna di San Polo.

Da sinistra: il maggiore Stefano Bezzeccheri, il sostituto procuratore Matteo Centini, il colonnello Stefano Savo e il luogotenente Marco Dubrovich-2LA VICENDA - La procura, proprio mentre sui social e nella piccola comunità di San Polo si era scatenato un dibattito tra innocentisti e colpevolisti, aveva sostenuto, in una conferenza stampa, la bontà e la correttezza della propria azione - senza puntare l’indice contro la comunità - volta soltanto a tutelare l’integrità psicofisica dei piccoli allievi della scuola. Un comportamento ritenuto corretto anche dal gip che ha concesso le misure cautelari: «Nessuna finalità educativa in quelle immagini, solo volontà di ledere l'integrità dei bambini» aveva scritto Milani. La vicenda ERA partita alla metà di ottobre, dopo la denuncia di una madre che aveva notato comportamenti strani nel proprio figlio, il quale le aveva raccontato che cosa avvenisse nelle aule della scuola. La procura era intervenuta, posizionando alcune telecamere nei locali della scuola un paio di settimane fa. Vedendo che i presunti comportamenti violenti avvenivano quasi tutti i giorni, ha spiegato il pm Centini, si è deciso di intervenire. Da qui la richiesta al gip di misure cautelari nei confronti delle tre docenti. E nei giorni scorsi, altri esposti si sono aggiunti al fascicolo di indagine. L’inchiesta, che ha scosso la comlivera mingardi avvocati maestre san polo-2unità di San Polo e che ha portato molte persone a schierarsi dalla parte delle maestre, continua e al vaglio degli inquirenti ci sono diversi aspetti ancora da chiarire.

LE ACCUSE - Secondo le accuse, le donne avrebbero maltrattato i bambini sia con schiaffi - mai, però, si sono registrate violenze più gravi, hanno sottolineato gli inquirenti - sia con insulti tesi a umiliarli come ad esempio «ti faccio mangiare la carta igienica», «ti metto la testa nel water», «ti do una scarpata». Inaltri casi, un bimbo sarebbe stato costretto a mangiare una mela per terra, a un altro sarebbe stati infilato a forza in bocca un mandarino, a una bimba sarebbe stato strappato davanti un disegno e a un altro sarebbe stato gettato lo zaino nel cestino dei rifiuti. Ma ci sono anche un paio di episodi di umiliazioni  sfondo sessuale. In un caso, un bimbo che si era bagnato nel fare pipì sarebbe stato lasciato solo con il pannolino davanti ai compagni. Un altro, invece, che si era messo il lucidalabbra sarebbe stato deriso con la minaccia di dire al papà che era un “femminiello”.

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