Maltrattamenti all'asilo, educatrici fuori dal carcere: disposto l'obbligo di firma

Il 29 maggio si è svolto l'interrogatorio di garanzia, davanti al giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Bersani, il quale ha disposto l'obbligo di firma (che è una misura cautelare) per entrambe le arrestate

L'aula dove sarebbero avvenuti i maltrattamenti

Sono tornate a casa le due maestre del Nido Farnesiana, arrestate a Piacenza il 25 maggio dai carabinieri e accusate di maltrattamenti nei confronti di alcuni piccoli ospiti del nido. Nella mattina del 29 maggio, si è svolto l’interrogatorio di garanzia, davanti al giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Bersani, il quale ha disposto l’obbligo di firma (che è una misura cautelare) per le arrestate, entrambe piacentine di 31 e 53 anni. Il pm Antonio Colonna aveva dato il parere favorevole per gli arresti domiciliari. Le due donne si sono avvalse della facoltà di non rispondere. La più giovane è difesa dall’avvocato Monica Magnelli, mentre la collega è assistita da Luigi Alibrandi e Vittorio Antonini. Magnelli ha detto che ora è necessario capire bene su che cosa si fondino gli addebiti e per farlo chiederà di vedere gli atti dell’inchiesta anche perché «da una prima valutazione, sembrerebbero contestati fatti in momenti in cui la cliente era assente dal lavoro».

Le due maestre del nido erano finite nel mirino della procura da aprile, dopo che una collega aveva parlato di presunti maltrattamenti. Erano state disposte intercettazioni e i carabinieri della stazione Levante avevano piazzato alcune telecamere nascoste all’interno del nido, riprendendo così la condotta delle maestre nei confronti dei bimbi: atteggiamenti duri, insulti, presi per le caviglie o sbattuti nel letto se non volevano dormire. Atteggiamenti violenti senza alcuna giustificazione, avevano detto gli inquirenti in una conferenza stampa. L’inchiesta ora va avanti e, mentre scoppia la polemica politica sui mancati controlli da parte dell’amministrazione comunale, le difese prepareranno la difesa delle due donne. In questi giorni la vicenda ha scatenato una grossa polemica e su alcuni social sarebbero comparse delle minacce di morte nei confronti delle due donne. Le difese valuteranno se procedere e segnalare i casi alla procura. 

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