Maltrattamenti alla materna di San Polo, chiuse le indagini

Le difese hanno 20 giorni di tempo per chiedere interrogatori, integrazioni di indagini o presentare memorie difensive. Quattro gli indagati accusati di maltrattamenti su minori

L'ingresso della scuola

Chiuse le indagini sui presunti maltrattamenti alla scuola materna di San Polo. Il sostituto procuratore Matteo Centini ha chiuso il fascicolo, che vede quattro indagati, con l’ipotesi di maltrattamenti sui minori aggravati dal fatto di averli commessi in presenza di altri bambini. Ora i difensori degli indagati hanno venti giorni di tempo per chiedere che i loro assistiti vengano sentiti in procura, per presentare memorie difensive o per chiedere ulteriori accertamenti. Al termine di questo periodo la procura chiederà il rinvio a giudizio.

Si avvia, dunque, verso la conclusione un’inchiesta che aveva provocato un terremoto nella piccola frazione di Podenzano, dividendo il paese tra colpevolisti e dubbiosi e innocentisti - la maggior parte. A finire al centro delle indagini erano stati suor Silvana Paluello (difesa dall’avvocato Luigi Alibrandi), le due maestre Annalisa Paraboschi ed Enrichetta Rossi (assistite dagli avvocati Franco Livera e Graziella Mingardi) e il parroco di San Polo, don Franco Sagliani (difeso dall’avvocato Manuela Signaroldi). Due famiglie di bambini, invece, sono seguite dall’avvocato Sara Soresi. All’inizio delle indagini, alla fine di novembre 2019, svolte dai carabinieri di San Giorgio guidati dal luogotenente Marco Dubrovich, la suora e le due maestre vennero poste agli arresti domiciliari. Un mese dopo, i domiciliari vennero revocati e sostituti con la misura dell’interdizione dalla professione. Un mese fa, infine, per le insegnanti è caduta anche la sospensione dalla professione. Tutte e tre le insegnanti, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, avevano negato tutte le accuse dicendo di non aver mai maltrattato i piccoli. Da sinistra: il maggiore Stefano Bezzeccheri, il sostituto procuratore Matteo Centini, il colonnello Stefano Savo e il luogotenente Marco Dubrovich-2I carabinieri erano intervenuti il 28 novembre, ponendo i sigilli alla scuola. Secondo le accuse della procura, le insegnanti avrebbero agito con comportamenti non corretti, insultando spesso i piccoli e aggredendoli verbalmente con frasi come “ti metto la testa nel water” e “ti faccio mangiare la carta igienica”, registrate dalle telecamere installate di nascosto dagli inquirenti. Lo stesso giudice per le indagini preliminari - accogliendo le richieste di arresti della procura - aveva scritto che si trattava di «una condotta abituale con l'unica intenzione criminosa di ledere l'integrità psicologica, morale e fisica dei piccoli ospiti della scuola, e rendere loro particolarmente dolorosa l'esperienza della convivenza scolastica». Insomma, si voleva solo tutelare l’integrità dei bimbi, come era stato detto in una conferenza stampa.

Nei giorni seguenti, erano intervenuti per alcuni controlli, anche i carabinieri del Nas e quelli del Nil (Ispettorato del lavoro) che avevano riscontrato alcune irregolarità, tutte amministrative. I militari hanno rinvenuto pacchi di pasta ormai scaduti. Inoltre, la scuola non avrebbe avuto un piano per la sicurezza e diversi estintori sono stati trovati appoggiati per terra, quindi potenzialmente alla portata dei bambini, e non appesi. Infine, i controlli hanno fatto emergere anche la mancanza del certificato Haccp (salubrità e pulizia) per l’acqua potabile. Tutte violazioni sanzionate con diverse migliaia di euro.

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