rotate-mobile
Cronaca

Ikea, "contratto non rispettato": il Si Cobas sul piede di guerra

Il sindacato Si Cobas in una nota annuncia per sabato 20 ottobre una manifestazione cittadina dei lavoratori del polo logistico con concentramento alle 16 ai Giardini Margherita

Il sindacato Si Cobas in una nota annuncia per sabato 20 ottobre una manifestazione cittadina dei lavoratori del polo logistico con concentramento alle 16 ai Giardini Margherita (davanti alla stazione) per ribadire che «l'unica legalità possibile è quella che veda il rispetto della dignità dei lavoratori e giusti salari».

E interviene con una nota sindacale che riportiamo integralmente di seguito:

«Sarebbe proprio il caso di metter mano a questi due aspetti tanto sbandierati dal Consorzio CGS e dalle cooperative che ne fanno parte, che hanno recentemente ottenuto il rinnovo dell'appalto presso il Deposito Centrale Ikea di Piacenza. Se qualche ente preposto ha verificato e certificato la possibilità delle cooperative di non ottemperare ad obblighi contrattuali e di legge vorremmo saperlo».

«Anche le cooperative, nonostante le numerose deroghe concessegli da qualcuno (non certo dai soci-lavoratori) al CCNL di riferimento, non possono ridurre ai soci dipendenti l'orario di lavoro in base ad una scelta operata in via unilaterale, e dunque senza un previo accordo sindacale. Questo - per parlare di legalità - lo ha reso noto il Ministero del Lavoro nella nota protocollo n. 2589/2012 ove si richiama la L. 142/2001 ai sensi della quale il socio lavoratore di una cooperativa, oltre al rapporto associativo, instaura con la società un ulteriore rapporto di lavoro in forma subordinata o autonoma, da cui conseguono ex lege determinati effetti giuridici. Fra questi il principio generale della «mora del creditore» di cui agli artt. 1206-1217 del codice civile, in base al quale, quando il dipendente offre la sua prestazione e questa non è accettata per ragioni imputabili all'organizzazione del datore di lavoro, quest'ultimo è comunque tenuto al pagamento della retribuzione per l'orario di lavoro pattuito. Ciò in quanto al datore di lavoro non è consentito ridurre unilateralmente l'orario di lavoro e conseguentemente la retribuzione ai dipendenti in via unilaterale (art. 1372 c.c.). L'unica eccezione in tal senso, secondo il Ministero, è quella del verificarsi di oggettive situazioni di crisi aziendale (ex art. 6, co. 1, lett. d), L. 142/2001), deliberate dall'assemblea e conseguenti ad una riduzione del fatturato».

«Le Cooperative del Consorzio CGS (Cristall, San Martino ed Euroservizi) non sono in crisi ed il SI-Cobas ed i suoi associati non hanno mai sottoscritto accordi né su questo né su altre questioni. Il Consorzio, in tutto questo periodo, ossia dall?inizio della vertenza ad oggi, si è limitato a dire che andava tutto bene e che non c?erano problemi intervenendo solo su piccoli aspetti perché obbligato dalla pressione messa in campo dal Cobas».

«Le recenti assemblee sindacali fatte al Deposito Ikea (11 e 12 c.m.) hanno evidenziato quello che già era noto. Molti lavoratori stanno da mesi facendo 6 ore invece che 8 e vengono anche lasciati a casa durante la settimana, percependo magre buste paga. A fronte di questa restrizione di orario di lavoro è anche richiesto un aumento della produttività. Meno paga e meno contribuzione, da una parte, visto che quest?ultima viene calcolata dalle cooperative sulle ore effettivamente lavorate e non sulle ore contrattualmente previste, e più produttività dall?altra, magari con piccoli ?incentivi? che non compensano minimamente le ore non retribuite e sottratte al salario».

«Altri lavoratori fanno invece straordinari e questi vengono decisi ed assegnati arbitrariamente dalle singole cooperative del Consorzio premiando chi non è iscritto al sindacato e lasciando da parte i nostri associati, perseguendo apertamente una condotta antisindacale anche attraverso arbitrari e punitivi spostamenti di alcuni di loro, sia di reparto che presso altri appalti».

«Per rimanere sul punto ed evitare l'elenco della spesa, puntualizziamo che il Sindacato aveva richiesto formalmente un incontro con il Consorzio per venerdì 19 c.m., ponendo alcune questioni fondamentali da discutere (alleghiamo richiesta d?incontro alla presente)».

«Dopo alcune tensioni nel magazzino relative alla produttività, ieri un nostro delegato è stato accompagnato fuori dalla sicurezza di Ikea perché indesiderato e gli altri lavoratori hanno solidarizzato con lui fermandosi e dichiarandosi pronti a riprendere il lavoro nel caso in cui fosse stato fatto rientrare. Il braccio di ferro è durato tutta la giornata di ieri con tantissimi lavoratori che non sono stati disposti a veder calpestati i loro diritti e linciati i loro delegati».

«Nessun camion è stato fermato e a nessun lavoratore è stato impedito di lavorare. Chi ha impedito, ieri come oggi, ai lavoratori di eseguire la loro prestazione è stato il Consorzio ed Ikea, con le loro liste di proscrizione dove sono finiti tutti quelli di cui vorrebbero disfarsi o ricondurre alla ragione. Questa denuncia, oltre che sindacale, diventerà anche legale, visto la condotta palesemente illecita di Ikea e Consorzio. I lavoratori, e quindi il sindacato SI-Cobas, i ricatti non li hanno mai fatti ma ricevuti attraverso il quotidiano tentativo di ostacolare l'esercizio dell'agibilità sindacale attraverso pressioni di varia natura verso delegati ed iscritti. Dialogo non può significare fare delle assemblee in Ikea per vedersi il giorno dopo sbattuto alla porta un delegato, impedendo poi a determinati lavoratori di entrare negli impianti sulla base di liste di proscrizione. Su questo, se non si troverà una via d'uscita, sarà necessariamente battaglia aperta».

 

 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ikea, "contratto non rispettato": il Si Cobas sul piede di guerra

IlPiacenza è in caricamento