Mareto, consegnato a Carlo Giarelli il 43esimo Bisturi d’Oro

Mareto e il premio "Bisturi d'oro": una tradizione di prestigio giunta alla sua 43° edizione. Quest'anno è stato assegnato al dottor Carlo Giarelli, medico, specializzato in chirurgia generale, urologia, senologia, psicoterapeuta, autore di pubblicazioni di carattere scientifico e docente universitario

Mareto e il premio “bisturi d’oro”: una tradizione di prestigio giunta alla sua 43° edizione che quest’anno è stato assegnato al dottor Carlo Giarelli, medico, specializzato in chirurgia generale, urologia, senologia, psicoterapeuta, autore di pubblicazioni di carattere scientifico e docente universitario. Il borgo dell’alta Valnure ha voluto premiare con il bisturi d’oro donato dall’orafo-gioielliere Giulio Manfredi, un medico che, come si evince dalle motivazioni predisposte dal Comitato organizzatore e poi illustrate dal dottor Carlo Mistraletti, ”rappresenta un esempio di competenza, dedizione alla professione e serietà professionale da additare alle giovani generazioni di medici.

La sua preparazione medica poliedrica e composita, è il frutto di un costante aggiornamento scientifico cui si uniscono molteplici interessi culturali e sociali che determinano una visione umanistica che pone al centro della sua proiezione esistenziale e professionale, sempre l’uomo nella sua interezza, dunque mai inteso come mera fisicità su cui intervenire, ma sempre come individuo complesso e multiforme, sintesi mirabile di corpo e psiche che agiscono sempre in modo interdipendente. Su questa base il medico vero ed autentico è pertanto chiamato ad operare. Ne discende da ciò, non solo la diversificata gamma di specializzazioni mediche (chirurgia generale, urologia, senologia), ma altresì quelle di psicoterapia.

L’associazione “Rosalei” a favore delle donne operate al seno fortemente voluta da Giarelli è stato l’esempio più calzante della dimostrazione che, oltre all’atto chirurgico e le cure terapiche che guariscono il male, serve un supporto psicologico a tutto tondo che coinvolga non solo la psiche ma anche il vissuto del malato stesso. Giarelli, oltre che come medico ed insegnante, come ben si evince dal suo curriculum vitae, è da anni attivo anche come editorialista, apprezzato per i suoi sagaci ed approfonditi articoli sia di carattere politico- sociale, che di etica. E di etica si è infatti trattato nei brevi interventi che si sono susseguiti, dopo la S. Messa celebrata da don Giuseppe Castelli ed allietata dalle musiche del gruppo Inerbia (Maddalena Scagnelli, voce e violino, Franco Guglielmetti alla fisarmonica e Claudio Schiavi al contrabbasso). Con la regia dell’ing.Mauro Sartori del Comitato, ha preso la parola il dott. Mistraletti che ha svolto un dotto ed esaustivo excursus sulla storia della medicina e sugli illustri predecessori di Giarelli.

Quindi il sindaco di Farini Antonio Mazzocchi ha ribadito quanto sia importante il ruolo del medico, soprattutto nelle zone di montagna, in particolare quello dei medici condotti per i quali, su iniziativa del giornalista Gianfranco Scognamiglio, è nato questo premio che successivamente è stato assegnato a medici di fama nazionale e pionieri dell’innovazione “e da quest’anno- come ha ribadito il presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza, avv. Corrado Sforza Fogliani- ad un medico insigne ed umanista che sa esprimere e valorizzare i valori dell’uomo nella sua interezza”.

Un concetto condiviso dal Presidente dell’ordine dei medici di Piacenza Augusto Pagani che ha sostenuto che “alla base di ogni buona cura c’è un giusto rapporto tra medico e paziente”. “Una buona etica - ha detto Giarelli ringraziando il Comitato, gli amici, le autorità ed i familiari-  richiede una buona morale che presuppone sempre il senso del bene e del male, oggi un po’ confuso. La pratica deve sempre essere sostenuta da principi morali ed oggi l’aspetto antropologico della medicina è in fase calante. Oggi la tecnocrazia sta sopraffacendo la tecnologia, divenuta quindi valore assoluto che fa perdere il vero significato di cosa è l’uomo che va conosciuto (e curato) nella sua interezza di corpo e di psiche”.

Al termine della cerimonia, cui hanno partecipato i sindaci di Farini Antonio Mazzocchi, di Podenzano Alessandro Piva, l’assessore di Ferriere Erminio Crenna, Elisa Barbieri di Bettola, autorità civili e militari, si è svolto il consueto pranzo con le specialità del territorio (salumi, torta di patate, tortelli ed arrosti) presso l’Albergo De Micheli-Morandi che si è segnalato per la abituale, cortese ospitalità e la qualità dei piatti ammanniti.

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