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Le piante sequestrate dai carabinieri

Le piante sequestrate dai carabinieri

Marijuana vicino al cimitero, carabinieri si calano nel dirupo per arrestare il proprietario

I residenti insospettiti da strani movimenti hanno avvisato i carabinieri. Dopo una serie di appostamenti hanno atteso che il proprietario si recasse nel terreno per annaffiare le piante: ne hanno trovate 41 e altre 11 nella sua abitazione

Quando i residenti di Vigolo Marchese (Castellarquato) si recavano al cimitero a far visita ai propri cari, notavano spesso strani movimenti. Un via vai nei pressi di un dirupo che porta in una boscaglia. Così hanno segnalato i loro sospetti ai carabinieri di Castellarquato che, insieme ai colleghi dell’Aliquota operativa di Fiorenzuola e a quelli della Stazione di Carpaneto, hanno avviato gli accertamenti. Le indagini hanno portato a scoprire una piantagione di marijuana e ad arrestare il proprietario. Si tratta di un 46enne disoccupato, residente nel borgo della Valdarda, già con precedenti per detenzione di droga a fini di spaccio. Ora è accusato di coltivazione e detenzione di droga e comparirà nelle prossime ore per la direttissima.

L’arresto è avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì 4 settembre. I carabinieri da giorni si appostavano in una specie di dirupo, nella zona di Vigolo Marchese, per controllare i movimenti dell’uomo. Un’operazione resa complicata a causa del terreno scosceso e difficile da raggiungere. Per questo venerdì, quando hanno arrestato l’uomo, si sono serviti dei vigili del fuoco di Fiorenzuola che, con corde e imbracature li hanno aiutati a calarsi proprio vicino alla piantagione. Hanno atteso che il 46enne si recasse nel suo terreno per annaffiare le piante e lo hanno fermato. In tutto ne possedeva quarantuno, alte almeno tre metri. I militari hanno poi effettuato una perquisizione nella sua abitazione, trovandone undici nei vasi e novecento grammi già preparati pronti da immettere sul mercato. Le piante sono state tagliate e sequestrate.

È comparso per la direttissima  davanti al giudice Laura Pietrasanta e al pm Sara Macchetta. L’uomo, difeso dall’avvocato Flavio Dallagiovanna, ha ottenuto gli arresti domiciliari in attesa del processo che è stato rinviato. 

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