Leap: Mario Mantovani, un'eccellenza piacentina, ha catturato la Co2

In questi giorni un brillante ricercatore piacentino, Mario Mantovani ha concluso presso il laboratorio Leap il proprio percorso di dottorato su una tematica di grande attualità: lo sfruttamento dei combustibili fossili

 In questi giorni un brillante ricercatore, Mario Mantovani (FOTO), ha concluso il proprio percorso di dottorato di ricerca discutendo la tesi su una tematica di grande attualità per il mondo dell'energia: lo sfruttamento dei combustibili fossili con cattura e sequestro della CO2.

Il lavoro di ricerca, corroborato anche da periodi di studio all'estero, è stato svolto utilizzando un innovativo apparato sperimentale allestito presso il laboratori nostro del Prof. Consonni, presidente del Consorzio L.E.A.P.(Laboratorio Energia e Ambiente Piacenza)

"NESSUNA VIOLENZA" - Cattura e sequestro della CO2: nulla a che fare con scenari violenti, sebbene i termini, a prima vista, possano evocarli. Si tratta della traduzione dall’inglese di Carbon Capture and Sequestration (CCS), un’azione del tutto pacifica e carica di importanti significati per il futuro dell’energia.La tecnologia ha come obiettivo la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra in atmosfera mediante l’impiego di tecniche per la cattura ed il confinamento di lungo periodo della anidride carbonica (CO2).

LA RICERCA - L’attività prende le mosse dal fatto che tutte le centrali termoelettriche producano energia dalle reazioni di ossidazione degli idrocarburi da cui sono alimentate e questi processi parallelamente generino anidride carbonica, uno dei principali gas ad effetto serra. La strategia prevede il ricorso ad impianti che, invece di rilasciare in atmosfera la CO2 generata, siano in grado di renderla disponibile come un flusso a sé stante destinato allo stoccaggio. Pertanto le fasi tecnologiche di questo tipo di processi sono due: la cattura ed il seguente confinamento dell’anidride carbonica.Negli impianti termoelettrici, tre differenti soluzioni possono essere individuate per realizzare la cattura della CO2 a seconda che questa si realizzi prima o dopo la combustione oppure con un particolare tipo di reazione detto ossi-combustione.

La seconda fase, quella del sequestro, prevede che il flusso di CO2 separato venga successivamente compresso e portato alla fase liquida per essere trasportato in tubazioni dedicate, attraverso le quali la CO2 sia infine iniettata nel sottosuolo dove possa restare confinata senza possibilità di dispersione verso l’atmosfera. La tecnologia sta vivendo ancora una fase di sperimentazione (impianti pilota sono in via di realizzazione ad opera del Gruppo ENI a Cortemaggiore e Besenzone), pertanto il Laboratorio LEAP ha da alcuni anni attivato una linea di ricerca ad essa dedicata. All’interno di questo filone si è inserito anche il lavoro svolto dall’Ing.Mario Mantovani, un giovane e brillante ricercatore in forza al laboratorio piacentino, che ha recentemente discusso la sua tesi di dottorato di ricerca dal titolo Oxy-Combustion Flue Gases Purification Systems: Numerical and Experimental Analysis.

"Bisogna tenere conto - spiega l’Ing. Mantovani - che le proprietà delle miscele a base di anidride carbonica e altri composti generati dalla combustione non sono ancora state studiate in modo esaustivo, pertanto mancano ad oggi alcuni strumenti teorico-sperimentali per progettare accuratamente i sistemi di trattamento. Il mio lavoro si è rivolto proprio in questa direzione, con una prima parte dedicata alla valutazione di modelli matematici per la simulazione del comportamento termodinamico di miscele a base CO2".

"Lo studio effettuato - continua il neo dottore - è proseguito con una attività di modellazione numerica per la stima delle prestazioni di sistemi di trattamento dei gas prodotti da reazioni di ossi-combustione. Infine ho contribuito alla realizzazione e messa a punto presso il Laboratorio LEAP di un banco di prova, denominato CO2_Box, su cui, successivamente, ho condotto un’intensa campagna sperimentale per la valutazione delle proprietà termodinamiche delle miscele a base CO2".

MARIO MANTOVANI - L'Ing. Mantovani ha anche frequentato corsi di specializzazione sulle tematiche inerenti il suo percorso di dottorato presso prestigiosi centri di ricerca europei come il Von Karman Institute for Fluid Dynamics in Belgio e la Danmarks Tekniske Universitet.

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LA SODDISFAZIONE DEL 'BANCO DI PROVA' - Il Prof. Stefano Consonni, presidente del Consorzio L.E.A.P., sottolinea come il lavoro dell’Ing. Mantovani, della cui tesi è stato relatore, abbia avuto numerosi risultati positivi, tra cui il contributo fondamentale alla realizzazione del banco prova CO2_Box. "L’apparato sperimentale consente anche l’erogazione di servizi e prove per aziende e per altri enti di ricerca interessati a determinare le proprietà termodinamiche di fluidi in studio. In particolare, ciò ha consentito di instaurare proficui rapporti di scambio con gruppi di ricerca interessati a tematiche scientifiche simili, ma privi delle adeguate strutture sperimentali. Significativa, in questo senso, è un’attività di collaborazione con l’Università degli Studi di Genova ed una campagna di prova in corso di definizione per determinare il comportamento volumetrico di fluidi innovativi per cicli di potenza di taglia medio-piccola".

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