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Medicinali rubati e rivenduti, in manette anche un piacentino

Dopo aver 'agganciato' la persona giusta, un imprenditore già indagato durante l'inchiesta che ha portato al sequestro della farmacia Caiazzo di Milano, i Nas di Milano hanno scoperto un mondo sommerso d'illegalità con giri d'affari milionari e in mano a imprenditori e farmacisti apparentemente insospettabili. In manette è finito anche un 65enne piacentino residente in alta Valdarda. Il percorso investigativo, coordinato dalla procura di Milano, ha permesso di smantellare due organizzazioni che macinavano soldi rubando e rivendendo i medicinali. Complessivamente, giovedì mattina, sono state arrestate 11 persone. Di queste 5 sono finite in carcere e 6 ai domiciliari con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto di farmaci, alla truffa ai danni di privati e Enti pubblici, ricettazione, falsificazione, riciclaggio di specialità medicinali e autoriciclaggio. Le due organizzazioni, non collegate tra loro, agivano in due territori diversi ma con lo stesso fine. La prima - per così dire - agiva nel Milanese. A tenere le redini del sistema, stando a quanto ricostruito dal comandante dei Nas di Milano Salvatore Pignatelli, era una dirigente di un centro incaricato della distribuzione dei farmaci. Lei, con la complicità di un magazziniera, sottraeva plichi di medicinali dal deposito. Poi ci pensava un altro complice, un imprenditore nel settore della distribuzione, a trasportarli verso il Bresciano.  Tutte le fasi del viaggio delle scatole di medicinali erano certificate con documenti di accompagnamento falsificati. Poi i farmaci veniva ricettati e rivenduti a farmacisti ignari della provenienza furtiva. Un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro all'anno.

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