Meningite, scatta il panico generale. «Non c’è nessuna emergenza»

La morte per meningite del 33enne di Pianello Anselmo Cassi ha generato una psicosi in Valtidone. Profilassi per parenti, amici, compagni di squadra e per altre 140 persone. L'Ausl prova a rassicurare: «Potevano essere coinvolti solamente i suoi contatti più stretti»

Il direttore sanitario Guido Pedrazzini e la dottoressa Cristina Crevani

La morte per meningite del giovane Anselmo Cassi, 33enne di Pianello, ha scatenato una psicosi di massa, che ha costretto l’Ausl di Piacenza a mettere in campo una squadra di nove operatori – tra cui quattro medici – per far fronte al panico che si è verificato soprattutto in Valtidone. L’azienda sanitaria, nelle ultime ore, è stata infatti presa d’assalto da telefonate e visite al pronto soccorso di Castello. «Ma non c’è alcuna emergenza», prova a rassicurare il direttore sanitario Guido Pedrazzini.

«Potevano essere coinvolti da un possibile contagio – spiega il direttore insieme alla dottoressa Cristina Crevani, direttore del dipartimento "Malattie infettive sanità pubblica" - solo i contatti stretti del giovane, ovvero i familiari e la squadra di calcio in cui giocava: queste persone sono state raggiunte subito, prima ancora che la notizia fosse di dominio pubblico. Abbiamo semplicemente invitato i frequentatori del locale pubblico “Madly” di Castelnuovo (Borgonovo) a venire da noi, ma non c’è nessuna emergenza, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo e potevamo».

Tre sono gli ambulatori attivati per rispondere al bisogno di verità e di sicurezza dei cittadini: due in città (ospedale e Barriera Milano) e uno a Castelsangiovanni. Quello di medicina a Castello rimarrà aperto tutto oggi per fornire informazioni. Da domani diventerà come punto di riferimento il pronto soccorso di Castello.

Appena i medici si sono accorti della gravità delle condizioni di Anselmo Cassi nella giornata di giovedì 16, la profilassi ha subito visto protagonisti familiari, i giocatori e gli amici stretti. Nelle ultime ore sono state controllate ulteriori 140 persone. Di queste, 90 persone visitate a Castello (70 in profilassi, un po’ in laboratorio, un po’ al pronto soccorso), a Piacenza in 30 hanno ricevuto analogo trattamento questa mattina dalle 8.30. Il resto a Pavia. L’Ausl è stata inondata di telefonate, dalle 17.30 di ieri fino a mezzanotte, e poi anche dalle prime ore di stamattina. «Anche persone che ci hanno solo chiesto informazioni in generale, o persone legate a lui molto alla lontana. Ma la malattia ha una trasmissione diretta».

LA VICENDA

Anselmo Cassi si è aggravato nel giro di poche ore. «Il ragazzo – ha ricordato Pedrazzini - residente a Pianello, di prima mattina di giovedì 16 marzo è stato visto dal medico di famiglia che ha individuato una malattia infettiva a sviluppo rapido. Il quadro di grave malattia infettiva è stato confermato anche al pronto soccorso di Castello. È stato perciò trasferito a Piacenza, potenziando la terapia, con la presenza di rianimatori. La sepsi si è però aggravata, nel pomeriggio è stato trasferito in terapia intensiva dell’ospedale cittadino. Alle 23 è deceduto. Già dalla mattina il quadro era grave, l’infezione ha proseguito il suo corso in modo rapido, nonostante la terapia. La gravità è stata compresa subito, ma non è servito: si è trattato di un caso fulminante». Una infezione diffusa da meningococco. È stato ora inviato il campione di sangue al laboratorio di riferimento di Bologna per una conferma diagnostica. Al momento non è dato sapere di che ceppo si tratti: l’Ausl non esclude che il 33enne potesse essere un portatore.

LA CHIUSURA DELLE SCUOLE A PIANELLO

L’Ausl non condivide la scelta di chiudere la scuola di Pianello. Il Comune, con un’ordinanza, le ha chiuse da oggi fino a martedì 21.  «La chiusura delle scuole – commenta Pedrazzini - non risponde a ragioni di carattere sanitario, perché il caso non si è verificato all’interno della struttura. Non c’è motivo, è una scelta non razionale. È stata una risposta generica, non legata a un fatto specifico di sanità pubblica». Tutto questo perché, ricordano i vertici dell’azienda, la «malattia viene trasmessa attraverso le goccioline di saliva, ci vuole una vicinanza fisica, oppure la condivisione di spazi stretti come un’aula scolastica, ma per molte ore».

L’AUSL INFORMA

Molti i genitori preoccupati per i propri bambini. L’Ausl invita a scrivere alla mail vaccinazionipc@ausl.pc.it per avere dettagli sulle vaccinazioni. «Non c’è – continua Pedrazzini - una condizione di allarme: i genitori degli studenti delle scuole di quella zona possono stare tranquilli. Se dovessero emergere condizioni in grado di portare allo sviluppo di nuovi casi, allora si andrà a capire l’anello di collegamento. Però è importante incentivare un discorso di vaccinazione, è una garanzia, un’assicurazione. Più la popolazione è vaccinata, meno possibilità ha il batterio di girare».

Nel 2016 si sono registrate 3mila vaccinazioni in più rispetto all’anno precedente. Stanno aumentando, per tutte le età, le prenotazioni. Tra gennaio e febbraio 3mila minori su tutto il territorio si sono sottoposti al vaccino per il meningococco “B”. Gli adulti si attestano su una media di circa duecento vaccinazioni alla settimana dai primi giorni del 2017.

TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE VACCINAZIONI 

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