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Metteglia e Ciregna, più di 430 scout hanno animato l’estate in montagna

Nel corso dell'estate 2015 sono arrivati gruppi scout da Piacenza, Milano, Modena, Parma e Bologna. La valle si è popolata di "squadriglie" ben integrate con le piccole comunità locali: mentre feste e celebrazioni religiose hanno fatto il pieno di presenze, le due frazioni si rifanno il look

La parrocchia di Metteglia Ciregna da qualche estate a questa parte è diventata una delle zone della montagna piacentina con più frequentatori. Questo grazie ai campi scout sorti su alcuni terreni, e a una fitta rete di relazioni e collaborazioni con le comunità vicine e la parrocchia locale, guidata da don Ezio Molinari. «L’estate sta trascorrendo serena – spiega don Ezio, da qualche mese sacerdote anche in città in San Francesco - e con tante presenze scout.  In questo piccolissimo angolo di mondo perduto tra i monti che sono le due frazioni di Cortebrugnatella e Ferriere, dalla metà di luglio alla fine di agosto, passano 11 gruppi scout per un totale di oltre 435 presenze». Ogni campo dura in media 10-14 giorni, e così il territorio risulta “animato” dalla presenza, dai giochi e dai canti e dal lavoro educativo di tantissimi di ragazzi tra i 12 e 15 anni. I campi scout sono 10, organizzati nelle 6 aree predisposte: 2 a Metteglia, 2 a Castelvetto, 1 a Ciregna e 1 a Fontana Marenga, sui pascoli dell'Aserei. Otto campi sono già terminati, mentre gli ultimi tre termineranno in questi ultimi giorni di agosto. I primi sono arrivati a metà luglio, gli ultimi partiranno verso la fine di agosto.

Oltre ai campi fissi, che durano in media 10-14 giorni, e i cui partecipanti hanno 12-15 anni (insieme ai loro 'capi' che invece sono ovviamente maggiorenni), è passato di qui anche un 'clan', cioè un gruppo di una ventina di giovani più grandi (17-22 anni) di Crema che organizzano un campo mobile (una 'route', come dicono loro). Hanno camminato da Bobbio al santuario di Montallegro, sul mare. Hanno dormito a Metteglia una notte, con le loro tende.

alzabandiera-2 due canadesi sopraelevate-2

I gruppi scout che sono venuti provengono da:

- Piacenza: sono stati qui il Piacenza 1 (Sant'Antonino), il Piacenza 3 (Preziosissimo Sangue), il 'reparto' scout di Gossolengo, Il Piacenza 4 (San Lazzaro).

- Parma:  i 'reparti' scout di Parma Nord-Ovest e di Fontanellato

- Modena: il Modena 8 e il Medolla (cittadina vicino a Carpi)

- Bologna: gruppo scout di Pieve di Cento

- Milano: Milano 4 (parrocchia della Medaglia Miracolosa, zona piazzale Corvetto) e il Cernusco sul Naviglio.

I gruppi che sono passati quest'anno fanno tutti parte dell’ AGESCI (Scoutismo di matrice cattolica), tranne i ragazzi di Cernusco, che appartenevano al CNGEI, altra associazione scout, di matrice più laica. «È stato bello – commenta don Ezio - per loro incontrarsi tra mondi diversi, conoscersi e giocare insieme. Per la gente dei paesi gli scout sono una presenza che ravviva il territorio: si vedono passare in paese, li si sente cantare alla sera, si sentono i fischi dei loro richiami, e i loro 'urli' di squadriglia. Per un mondo altrimenti ormai deserto è una ventata di vita non piccola. In ogni campo vi sono giornate dedicate ad uscite di 'squadriglia' (i piccoli gruppetti di 6 ragazzi in cui è diviso e organizzato un reparto), che devono trascorrere un giorno e una notte fuori, dimostrando di sapersi orientare nel trovare la strada per raggiungere l'obbiettivo loro proposto dai capi su una cartina geografica, dimostrando di sapersi organizzare per il pranzo, la cena e la colazione, e per il pernottamento. Si muovono senza adulti, e gli obbiettivi sono le frazioni circostanti (fino a Ferriere, Marsaglia, Coli), dove in questi anni si è formata una rete di adulti che sono disponibili a vegliare sui ragazzi arrivati, affinché tutto vada per il meglio. Ci sono paesi nei quali la gente aspetta questi passaggi degli scout con grande simpatia e ospitalità. Quest'anno, per la seconda volta, gli scout presenti a Metteglia hanno impastato 20 chili di farina e hanno fatto la pizza per tutto il paese, cuocendola nei forni a legna della frazione e servendo più di cento persone..

A Metteglia in questi anni la Messa della domenica è quasi sempre celebrata all'aperto, perché si è in così tanti che non si riuscirebbe a stare nella chiesa, mentre a Ciregna ci si stipa all'inverosimile, pur di poter star dentro. Anche le sagre dei paesi sono vivacizzate: a volte sale in paese a celebrare il parroco della parrocchia di provenienza degli scout, e se c'è la processione i loro canti ravvivano e accompagnano il camminare».

Al campo i ragazzi invece sono impegnati nelle 'costruzioni': devono piantare la loro tenda canadese, devono realizzarsi l'angolo di squadriglia fatto di cucina, tavolo e panche; insieme devono realizzare l'alzabandiera, dove sventolano le 3 bandiere dell'Italia, dell'Europa e dell'organizzazione scout di appartenenza. Devono inoltre costruire un portale, cioè una struttura che sia il simbolo del campo, e dove non ci sono i bagni, devono costruirsi le latrine. Tutte queste costruzioni vengono realizzate solo con pali di legno, tenuti insieme con corde e nodi. Non si usano chiodi, per imparare la manualità e la tecnica dei nodi. In un campo quest'anno è stato costruito un 'ponte di Leonardo', una grande struttura ad arco fatta di pali soltanto incastrati tra loro, senza nemmeno un cordino. Il progetto è ripreso dai disegni di Leonardo da Vinci. Spesso costruiscono 'sopraelevate', cioè piattaforme alte anche 2 metri, sulle quali issano poi la loro canadese (la tecnica serve per imparare a metter la tenda su terreni sconnessi). Sono insieme buffi e commoventi nell'impegno che mettono, sotto la guida dei più grandi: così si vedono bimbe e ragazzini di 12 o 13 anni, che sono ancora “scricciolini”, picchiare con tutta la forza con la mazza sui picchetti e sui pali, segare legna e assi, tirare cavi e legare corde. Questo è un intero 'angolo di squadriglia' (la squadriglia Albatros..), con cucina a sinistra (fatta in fango, pietra e legna), dove la cuoca sta accendendo il fuoco, tenda al centro e tavolo con panche a destra.-2

Molti momenti sono poi destinati alla riflessione, alla spiritualità, alla comunicazione tra i ragazzi, e molti altri al gioco. Alla sera ogni campo accende un fuoco attorno al quale tutti in cerchio cantano, ballano e giocano fino al momento di andare a letto. «Per la gente di Metteglia e Ciregna – spiega don Ezio - l'organizzare tutta questa ospitalità richiede un certo impegno e a volte anche tanto lavoro.  Se piove, o se il terreno è comunque bagnato nei giorni di arrivo o di partenza, bisogna aiutare i ragazzi con il trattore, perché i camion che trasportano il loro materiale, slittando, non riuscirebbero a raggiungere i prati». I prati sono organizzati con punti acqua e alcuni anche con bagni e docce. A Castelvetto è stato necessario realizzare addirittura un intero acquedotto, con una fontana in pietra sulla piazza del paese, e diversi punti acqua con vaschette e rubinetti nei prati per i ragazzi. A Metteglia è stata rifatta sia la vecchia fontana del paese che la relativa presa d'acqua. Tutto attraverso lavoro volontario di alcuni uomini dei paesi, e grazie all'aiuto di enti e istituzioni come Iren, il Consorzio di Bonifica, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, e ditte di amici come la Tecnoimpianti di Giuseppe Caldara. «Si tratta di strutture che necessitano di manutenzione continua, essendo posizionati in zone montane molto esposte agli agenti atmosferici».

«Quest'anno la presenza dei ragazzi – continua il sacerdote - è stata anche una specie di rivincita contro il maltempo, che nello scorso autunno aveva letteralmente devastato la zona. In ottobre infatti, un temporale con molto vento aveva distrutto le strade di accesso ai campi, fatto franare parte dell'acquedotto, compresa una posizione acqua con vaschetta e rubinetto su un prato scout, e soprattutto aveva eroso completamente le fondazioni della captazione e delle vasche di decantazione dell'acquedotto, che è stato salvato grazie all'interessamento di tanti amici e del Consorzio di Bonifica in particolare, che ha finanziato la difesa spondale nel rio Corderezza, impedendone il crollo definitivo».

una squadriglia di 'guide' intente a cucinare sul fuoco-2 scout metteglia-2

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