«Mi dispiace per quanto ho fatto, mi hanno aggredito e mi sono solo difeso»

Accoltellamento di via Colombo, l'aggressore venezuelano ottiene i domiciliari con il braccialetto elettronico, l'avvocato Serrau: «Adolescenza difficile ma grande percorso psicologico»

Il luogo della violenza

E' accusato di tentato omicidio per aver accoltellato all'addome un nordafricano nella serata del 30 agosto in via Colombo, ora dopo un mese di carcere ha ottenuto gli arresti domiciliari. La misura meno afflittiva era stata chiesta dall'avvocato del giovane venezuelano, Paola Serrau, e ora è stata accolta dal gip Luca Milani. Il 20enne nei prossimi giorni lascerà le Novate e vivrà con il braccialetto elettronico a casa della mamma.  «Non volevo fare del male a nessuno, mi dispiace per quello che ho fatto ma ho agito solo per difendermi. Non sono andato a quella festa con l'intenzione di compiere gesti violenti, poi purtroppo sono stato aggredito, ho avuto paura, ho raccolto qualcosa da terra e mi sono difeso», a dirlo il giovane che ha anche intrapreso un importante percorso psicologico - fa sapere l'avvocato Serraavvocato Paola Serrau-2u -, che lo aiuterà a ricomporre la sua vita che dopo un'adolescenza difficile, aveva invece preso una piega positiva. Il giovane, prima del 30 agosto, lavorava come operaio. 

Il 30 agosto il venezuelano si sarebbe recato in un appartamento di via Colombo dove era in corso una festa ad alto tasso alcolico con l'intenzione di parlare con la sua ex ragazza e poi di portarla via da lì. Poco dopo la violenta lite. Prima sul pianerottolo, poi in strada. Il giovane avrebbe raccontato di essere stato malmenato davanti alla porta e di essere svenuto per qualche secondo. Dopo essersi ripreso si è precipitato fuori dove - ha detto - è stato raggiunto e aggredito nuovamente da un gruppo di giovani ed è a quel punto che avrebbe raccolto da terra un oggetto (mai trovato) e aver ferito in maniera molto grave il nordafricano che si è poi accasciato in un lago di sangue. Il venezuelano è scappato ma è stato raggiunto poco dopo in via Manzoni e arrestato.  L'ex fidanzata del giovane ha rilasciato alcune dichiarazioni, ha fornito la propria versione e raccontato quanto visto. Gli animi, quella sera, erano caldi e lo erano stati per diverso tempo, anche perché tutto il gruppo era in evidente stato di ebbrezza. Tanti gli insulti, le minacce e le provocazioni nei confronti delle forze dell’ordine da parte di alcuni componenti del gruppo alterati, violenti ed esagitati. Nella rissa un’auto parcheggiata è stata pesantemente danneggiata: le era stato sfondato il parabrezza con un espositore di ferro. 

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