«Mi prostituisco solo per mantenere mio figlio ma voglio smettere»

Controlli a tappeto della polizia municipale in città. Nel mirino le aree frequentate dalle prostitute in periferia: multati tre clienti. Sanzionati per 15mila euro tre venditori abusivi in un parcheggio. In tutto 98 le persone identificate, 267 i documenti controllati

Un momento dei controlli (Foto Gatti)

Ventuno agenti, dieci pattuglie, 98 le persone identificate, 267 i documenti controllati, e multe per un totale di 16.500 euro. Questi i numeri del pomeriggio di controlli voluti e coordinati dal comandante della polizia municipale Piero Romualdo Vergante.  Dopo un briefing, le pattuglie composte da agenti in borghese della sezione di polizia giudiziaria con il comandante, da personale in divisa e dal reparto di pronto intervento dei motociclisti, sono scese in strada. Tante le zone controllate in poche ore: Montale, via Emilia Parmense, via Ferdinando di Borbono, zona Ikea, Le Mose, Piacenza Expo, via Stradiotti per concludere poi nei parcheggi della Lidl di via Farnesiana, di Leroy Merlin e del Conad di Strada Agazzana. Nel corso dei controlli sono stati elevati sei verbali relativi a infrazioni al codice della strada. Tre venditori abusivi di origine africana sono stati bloccati nel parcheggio di Leroy Merlin: vendevano merce contraffatta che è stata sequestrata. Tutti hanno avuto 5mila euro di multa per commercio su area pubblica senza autorizzazione amministrativa.

PROSTITUZIONE - In tutto sono state identificate 14 prostitute, tre trovate con altrettanti clienti che, come prevede il IMG_5777-2regolamento, sono stati multati con una sanzione di 500 euro. Cinque lucciole sono state invitate a presentarsi ai servizi sociali per avere aiuto, qualora lo volessero. Si tratta di giovani donne, tutte maggiorenni, albanesi romene, marocchine. E proprio una di loro una 36enne marocchina, che chiameremo Fatima, un nome di fantasia, ha accettato di parlare ai giornalisti: «Mi prostituisco per mantenere mio figlio e non sono sotto la "protezione" di nessuno. Ho iniziato nel 2002 quando aveva solo sei mesi: ero sola, dovevo dargli da mangiare e così da Genova mi sono trasferita a Piacenza. Ogni giorno prendo il bus vicino a casa e vengo qui (nella zona dell'Ikea ndr), adesso ho 2 o tre clienti al giorno al massimo, ma anni fa si lavorava di più». Ha una viso dolce, Fatima, e sotto un sole cocente, ci spiega che suo figlio ora è in Marocco con la nonna e non sa che la madre si vende per mantenerlo: «Voglio smettere, forse a metà aprile mi assumono in un'azienda di pulizie. Sarebbe bellisismo perché ogni volta che ho un cliente mi sento morire: lo devi accettare anche se è sporco o ubriaco, anche se io voglio solo italiani, e alla fine, sono anche educati e pagano sempre. Il blitz nel sottopasso le ha "rovinato" la giornata di lavoro, e a piedi, dopo l'intervista, ha raggiunto la fermata del bus per tornare a casa. 

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

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