«Mia figlia è una cocainomane», sgominato enorme giro di spaccio: 500 cessioni

I carabinieri di Rivergaro hanno sgominato un vastissimo giro di spaccio di cocaina di altissima qualità che toccava la Valtrebbia e la città. Emesse 17 misure di custodia cautelare, due i latitanti. Un fiume di polvere bianca invadeva il Piacentino ogni settimana

Da sinistra: il maresciallo Giuliano Baccioli, il capitano Gianluca Muscatello, il colonnello Corrado Scattaretico e il sostituto procuratore Emilio Pisante (Foto A. Pasquali)

«Mia figlia fa uso di cocaina, salvatela». Da questa richiesta di aiuto di una mamma disperata è partita un'indagine condotta dai carabinieri della stazione di Rivergaro, guidati dal maresciallo Roberto Guasco, e coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante, che ha portato all'emissione di 17 misure cautelari per spaccio. Un vastissimo giro di cocaina di altissima qualità che toccava Bobbio, Travo, Gossolengo, Rivergaro ma anche la città di Piacenza. Le indagini sono pratite nell'ottobre del 2016 per terminare ad aprile. Il due maggio 2017 il blitz che ha concluso l'operazione White Valley. Quindici persone sono state arrestate dopo l'emissione delle misure da parte del gip Giuseppe Bersani, mentre due spacciatori nordafricani risultano al momento ancora latitanti.  Centinaia di clienti di ogni ceto sociale per un totale di 500 cessioni accertate dagli inquirenti in sei mesi. 

I carabinieri hanno scoperto che il pusher della figlia, una madre 30enne, abitava a Gossolengo. Lo hanno seguito e hanno capito che si riforniva da due nordafricani (i latitanti) che spacciavano nei campi nelle campagne di Castelsangiovanni e Pieve Porto Morone. Le indagini si sono allargate a macchia d'olio e hanno portato a scoprire due gruppi famigliari che in città gestivano decine di clienti e di altre persone che "lavoravano" autonomamente ma che si coordinavano continuamente: in tutto si tratta di otto "batterie". Una delle due famiglie, che aveva una vera e propria centrale di spaccio in via Torricella, è quella del bimbo di 9 nove anni disabile trovato positivo alla cocaina qualche settimana fa: in manette sono finiti padre, fratello e il figlio maggiore. Il secondo gruppo era composto da due fratelli, un uomo e una donna, da un cognato e dal fidanzato della ragazza. Gli arrestati hanno un età che va dai 21 ai 61 anni. 

Cocaina di altissima qualità comprata all'ingrosso nel Milanese e poi smaltita nella nostra provincia ogni giorno. Saranno centinaia le persone che verranno nei prossimi giorni segnalate come assuntori alla Prefettura. Durante i mesi di indagini i carabinieri hanno arrestato altre cinque persone in flagranza, tra loro ci sono il 25enne albanese e un sardo di 60 anni che il 27 gennaio sono stati bloccati a Piazzale Milano con due etti e mezzo di cocaina purissima. In tutto sono stati sequestrati tre etti di polvere bianca. «Abbiamo sgominato uno dei più potenti gruppi criminali dediti allo spaccio di cocaina del nostro territorio. Se i vostri figli hanno problemi noi vi aiuteremo», ha dichiarato il colonnello Corrado Scattaretico. 


 



 

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