Mille euro per ottenere la patente senza sapere l'italiano, indiano a processo

Cominciato il processo verso un immigrato che riceveva le indicazioni attraverso un bluetooth collegato a un cellulare. Il prezzo per “superare” l’esame era di mille euro. Gli organizzatori, un piacentino e un indiano, hanno già patteggiato

Mille euro per superare l’esame e ottenere la patente. Sembrava fatta. Ma l’esaminatore si è accorto subito che quell’indiano, che parlava a malapena l’italiano, non riusciva a comprendere le domande. I carabinieri, chiamati dal funzionario della Motorizzazione, hanno così scoperto che nell’orecchio aveva un bluetooth collegato a un cellulare sul quale riceveva le risposte. E’ cominciato, il 2 marzo, il processo a un indiano, Balsjit Singh, accusato di falso. L’uomo, difeso dall’avvocato Dino Beretta, non si trova più in Italia. Lui è uno dei cinquanta indagati nell’inchiesta partita dalla procura di Cremona nel 2013, che portò alla luce il sistema organizzato da un piacentino residente a Fiorenzuola e da un indiano che abitava nel Cremonese (entrambi hanno già patteggiato la pena). Il giudice Fiammetta Modica - pm Antonio Rubino - ha sentito come testimoni i carabinieri di Cremona che avevano avviato l’indagine. L’indiano è processato a Piacenza perché gli accordi fraudolenti sono stati presi sul territorio piacentino. Numerosi altri indiani, invece, hanno patteggiato la pena al Tribunale di Cremona.

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