«Minacce a Usb per impedire l'assemblea nel magazzino di Leroy Merlin»

«Persistono nel magazzino Leroy Merlin di Castelsangiovanni i comportamenti antisindacali, le discriminazioni e le minacce nei confronti di Usb “colpevole” di aver denunciato quel sistema illegale di continui cambiamenti di partite Iva da parte delle cooperative appaltatrici che favorivano evasioni fiscali e contributive, il ricorso ad un numero abnorme di lavoratori precari, i demansionamenti e le aggressioni nei confronti dei “disobbedienti”». Scrive in una nota il sindacato Usb.

«Una lunga vertenza che ha portato all'arresto del presidente e dei dirigenti del consorzio che prima gestiva i servizi logistici. Domani, nella ricorrenza del secondo anniversario dell'uccisione di Abd Elsalam, Usb ha convocato un'assemblea in quell'impianto per affermare il significato di una ripartenza sulla base di quei valori di solidarietà di classe tra lavoratori, della lotta alla precarietà, di difesa dei diritti, del giusto riconoscimento dei livelli professionali, della sicurezza sul posto lavoro. E' di queste ore, però, la minaccia da parte di chi godeva dei privilegi legati alla vecchia gestione di non consentire con ogni mezzo questa assemblea e la partecipazione dei dirigenti Usb».

«A denunciarlo con preoccupazione alla Prefettura e alle forze dell'ordine locali è la cooperativa che attualmente gestisce l'appalto, la quale dichiara tramite il proprio Responsabile delle Relazioni Industriali di aver ricevuto minaccia telefonica circa l'intenzione di impedire il sereno svolgimento dell'assemblea da parte di persone che si celano dietro una sigla sindacale. Usb pratica con determinazione un sindacalismo di classe e conflittuale che la distingue da tutte le altre sigle sindacali di base e confederali con le quali polemizza quando necessario (spesso) e con le quali altrettanto spesso fa lotte in comune; mai però Castelsangiovanni».

«Nel magazzino Leroy Merlin della Valtidone non è in corso uno scontro tra sigle sindacali diverse, è in atto una vera e propria ritorsione contro i lavoratori iscritti ad Usb che hanno fatto emergere il malaffare; è la vendetta e il tentativo di rimanere a galla da parte di quei “caporali” che hanno barattato privilegi personali con il furto di salari e dignità dei lavoratori, che nascondendosi dietro sigle sindacali non hanno mai messo in discussione le pratiche illegali e antioperaie (anzi sostenevano che con la vecchia gestione oggi incarcerata esisteva un “muro di diritti”) e che ora sentono di essere fortemente indeboliti da quelle lotte e dagli arresti operati dalla magistratura. Non ci spaventano le minacce e i tentativi di aggressione, siamo determinati a difendere la dignità dei lavoratori e con essa ad affermare che nel magazzino di Castel San Giovanni vinceranno la Costituzione e la legalità sullo sfruttamento e il caporalato, abbiamo buoni alleati, abbiamo dalla nostra Ahmed Abd Elsalam e Soumayla Sakko».

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