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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca Bobbio

Minacciato con una pistola per un debito di droga corre dai carabinieri: «Aiutatemi»

E' accaduto a Bobbio. Rinviati a giudizio due pusher pavesi accusati di estorsione e spaccio. La pistola era ad aria compressa. La vittima invece di andare al bancomat per ritirare 300 euro (il debito maturato) si era precipitato in caserma

Minacciato con una pistola che non sapeva essere ad aria compressa invece di cedere alle richieste di due pusher di prelevare 300 euro al bancomat è andato dai carabinieri. Approda in tribunale la vicenda che vede coinvolte quattro persone: tre spacciatori pavesi e un bobbiese tossicodipendente. L’udienza si è svolta davanti dal gup Fiammetta Modica. Due pusher (difesi dagli avvocati Angelo Rovegno e Federica Gramaglia) sono stati rinviati a giudizio con le accuse di estorsione e spaccio, per il terzo (accusato solo di spaccio) il giudice ha stralciato la posizione per la richiesta della messa alla prova del suo avvocato Guido Gulieri. Il bobbiese, abituale consumatore di cocaina era solito rifornirsi da un pusher che era stato però arrestato, a quel punto si era rivolto agli altri due, ora imputati,  e aveva maturato un debito di cocaina pari a 300 euro. Tuttavia nel tempo, insieme i tre, avevano concordato un acquisto di cocaina per un valore di mille euro. Si erano accordati e i due spacciatori erano partiti da Pavia per raggiungere con un furgone il cliente a Bobbio. Nel tragitto avevano nascosto lungo la Statale 45 circa 23 grammi di polvere bianca che poi si è rivelata essere detersivo. Il bobbiese qualche giorno prima dello scambio aveva ovviamente effettuato due bonifici per il totale pattuito.  Il giorno della consegna si erano incontrati in centro paese: il piacentino era salito sul furgone e invece di avere la droga si è visto puntare una pistola: «Vai al bancomat e preleva 300 euro», ossia il debito. Era sceso e si stava dirigendo allo sportello quando spaventato invece era entrato nella caserma dei carabinieri che era a pochi metri. Lì aveva raccontato tutto e chiesto aiuto indicando anche dalla finestra il furgone dei due pusher. I militari hanno raggiunto il mezzo, parcheggiato nei pressi dell’ospedale, ossia a pochi metri proprio dalla caserma, trovando i due pavesi, un pallino d’acciaio (della pistola) e in una valigetta in un’aiuola poco distante l’arma con cui il piacentino era stato minacciato. 

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