Minori stranieri non accompagnati, Cugini: «Sono troppi, dietro c’è una regia precisa»

Arrivati nella serata di ieri in questura altri due minori stranieri non accompagnati. L'assessore Cugini: «Nelle strutture non vi sono più posti, e se non interveniamo riceviamo delle denunce. Tanti ci vengono mandati dalla questura di Lodi: la situazione è insostenibile»

L'assessore Stefano Cugini

Gli ultimi due – entrambi di nazionalità egiziana - sono arrivati alla questura di Piacenza la sera del 14 ottobre. È stato subito richiesto l’immediato intervento del sindaco di Piacenza Paolo Dosi e dell’assessore al welfare Stefano Cugini per far fronte alla loro sistemazione. L’emergenza dei minori stranieri non accompagnati trovati sul territorio è un problema che sta attanagliando sempre più il Comune e i suoi servizi sociali negli ultimi tempi.

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«Ormai si può dire: c’è un traffico di minori troppo consistente – spiega l’assessore Cugini – che arrivano sul territorio con una frequenza non più sostenibile. Noi siamo obbligati per legge a occuparci dei giovani minorenni che non hanno parenti, ma ciò sta andando a incidere in modo esorbitante sul bilancio del Comune. Siamo arrivati ormai al collasso, non abbiamo più posti a disposizione nelle strutture qualificate a cui ci rivolgiamo per ospitarli». Secondo l’assessore dietro a questi continui arrivi sul territorio Piacentino c’è qualche oscuro progetto. «È strano – continua Cugini -, la maggior parte sono tutti minori egiziani e albanesi: a mio parere dietro a tutto ciò c’è una precisa regia di qualcuno, non è possibile che li mandino tutti a Piacenza. Non possiamo voltare le spalle al problema: siamo capoluogo di provincia e perciò sede di questura. Inoltre siamo in un territorio di confine, e ci arrivano diversi minori dalle realtà vicine, come ad esempio da Lodi. La questura di Lodi infatti non sta seguendo le giuste procedure di intervento, non si rivolgono ai servizi sociali della loro città e spediscono a noi i minori di loro competenza. La situazione sta precipitando: stiamo cercando di avere contatti con tutte le istituzioni – soprattutto regionali – per risolvere la situazione». 

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