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Cronaca

Misterioso appuntamento per scambiarsi 35mila euro, rapinatori cinesi ancora senza identità

Non hanno ancora un'identità i due cinesi accusati di aver picchiato, rapinato di 35mila euro e quasi sequestrato un connazionale nel pomeriggio del 15 luglio nei pressi della stazione ferroviaria. Poi la folle fuga dalla polizia. Sono in stato arresto e sono piantonati in ospedale

Non hanno ancora un'identità i due cinesi accusati di aver picchiato, rapinato di 35mila euro e quasi sequestrato un connazionale nel pomeriggio del 15 luglio nei pressi della stazione ferroviaria di Piazzale Marconi. Dopo un folle inseguimento con le volanti della polizia si sono schiantati contro un albero in via Martiri della Resistenza. Ora si trovano ricoverati in ospedale dove sono piantonati 24 ore su 24. Sono in stato di arresto e sono accusati di rapina, resistenza e lesioni  a pubblico ufficiale (due i poliziotti che sono rimasti feriti)  e tentato sequestro di persona. I tre cinesi, da quanto appreso, avevano un appuntamento alla stazione. La vittima, un barista di 34 anni titolare di un locale nel Pavese con la moglie, avrebbe raccontato di aver incontrato i suoi connazionali per consegnare loro 35mila euro che avrebbero portato in Cina alla sua famiglia, ma gli agenti della squadra mobile guidati da Serena Pieri, stanno indagando senza sosta per capire le motivazioni reali dell'appuntamento, anche perché addosso non avevano documenti e al momento non hanno un'identità. Ogni ipotesi è al vaglio. Durante l'incontro qualcosa sarebbe andato storto, di lì il pestaggio, il tentato sequestro (il 34enne aveva dei segni sui polsi) e poi la folle fuga. Le indagini sono coordinate dal pm Matteo Centini, i soldi sono stati sequestrati.

Pistole in pugno, le fasi dell'arresto - Guarda il video

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