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Comitato Alighieri, Fiorentini: «A Bobbio e in Sant'Antonino antichi documenti importanti»

Il Comitato piacentino della Dante Alighieri a conclusione del programma annuale di conferenze, ha proposto il tema "La mistica nel Medioevo da San Francesco a Jacopone, attraverso Dante". Il professor Fausto Fiorentini ha saputo coniugare il suo essere uomo di cultura e scrittore con la capacità del giornalista di rendere di immediata comprensione concetti spesso ermetici

"La mistica nel Medioevo da San Francesco a Jacopone, attraverso Dante" è tema specialistico per persone che hanno alle spalle, studi o interessi letterari umanistici. E' risultato di palese interesse a un'eterogenea platea, cui lo ha proposto il Comitato piacentino della Dante Alighieri a conclusione del programma annuale di conferenze, grazie al professor Fausto Fiorentini che ha saputo coniugare il suo essere uomo di cultura e scrittore con la capacità del giornalista di rendere di immediata comprensione concetti spesso ermetici. Alla chiarezza dell’incontro ha contribuito anche la capacità espressiva delle letture rese dalla voce narrante del presidente della "Dante" Roberto Laurenzano.

Il professor Fiorentini ha dichiarato: «A Bobbio e nella basilica di Sant'Antonino sono conservati importanti documenti di secoli lontani». 

Il merito per quanto della letteratura dei secoli lontani ci è dato di conoscere, va ai monaci che nei monasteri hanno trascritto tante opere greche e romane. A Bobbio troviamo alcuni accenni al De Repubblica di Cicerone, il primo libro di filosofia politica di Roma, in una lettera di Gerberto, abate nel Monastero (987 d. C.), oltre a pergamene del periodo compreso tra il V e il IX secolo; inoltre l’Archivio dello scriptorium della Basilica di Sant’Antonino conserva un canto con musica di fine XII secolo.

A San Francesco d’Assisi (1181-1226) si devono le pagine più antiche della nostra produzione letteraria tra le quali bisogna annoverare il famoso Cantico di Frate Sole, che non solo sta a dimostrare come la nostra prima letteratura sia stata dominata dal motivo religioso proprio dell’età medioevale, ma anche come l’amor di Dio, nella splendida semplicità dell'umile fraticello, diventi ammirazione, elevazione dell'animo e serenità dal sentirsi circondato da creature tutte sorelle (sole, acqua, vento, fuoco, morte) e, ha osservato Fiorentini «Non certamente è casuale la scelta del nome compiuta del nostro attuale Papa».

Dopo la morte di Francesco, seguita da una canonizzazione rapidissima, il suo ordine ebbe numerosi seguaci e nel gruppo il più importante e Jacopone da Todi. Però mentre la mistica di Francesco d'Assisi ha un’impronta positiva, mirata all'elogio della natura e di tutte le creazioni divine, donando un'aurea di bontà a tutto il creato, Jacopone da Todi, pur concentrandosi sempre su tematiche religiose, influenza la sua opera di un'atmosfera di dolore e di sofferenza che ben si evidenziano nella "Laude", componimenti di tema religioso in lingua volgare del tardo medioevo che costituiscono il nucleo e la sintesi della religione cristiana del periodo della Pasqua. 

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