Fino all'8 marzo stop a eventi, sport e scuola. Nei locali pubblici un metro di distanza tra le persone

Nel dettaglio le misure del Governo per contrastare il contagio e la diffusione del Coronavirus: a Piacenza previste restrizioni speciali a causa della vicinanza con il focolaio

Via Venti Settembre (repertorio)

Nella sola provincia di Piacenza, è prevista la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari. E sempre nella sola provincia di Piacenza, sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali - fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza - centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. 

Si tratta del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanato dal Governo e valido fino all'8 marzo sulle misure per il contrasto alla diffusione del Coronavirus. Un provvedimento adottato sulla base delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico (Cts) nazionale, le cui indicazioni seguono l’evolversi della situazione epidemiologica.

Oltre alle misure a carattere nazionale, alcune si applicano a livello regionale (vedi più sotto) e altre ancora per la sola provincia di Piacenza - in analogia con la Lombardia - dove si concentra la grande maggioranza dei casi positivi in Emilia-Romagna, a causa della contiguità con l’area del Lodigiano, il focolaio più attivo nel Paese.

«Sono misure necessarie per gestire la situazione e a poterlo fare con senso di responsabilità, lucidità e sobrietà. La salute delle persone viene al primo posto. E in questo senso il lavoro che abbiamo fatto assieme al Governo e, soprattutto, alle Regioni Lombardia e Veneto penso sia stato positivo, soprattutto necessario. Un lavoro finalizzato a garantire, da un lato, la sicurezza sanitaria e, dall’altro, la possibilità per le nostre comunità di mantenere una socialità necessaria, come dimostra la riapertura, seppur parziale, dei luoghi della cultura, che avevamo proposto» afferma il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

ALCUNE DISPOSIZIONI PER IL COMUNE CAPOLUOGO DI PIACENZA

A seguito del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanato domenica 1° marzo – pubblicato integralmente sul sito www.comune.piacenza.it – il sindaco Patrizia Barbieri ha firmato l’ordinanza comunale che disciplina, con effetto immediato e per l’intera giornata di lunedì 2 marzo (non, come pubblicato per un refuso nel testo dell’ordinanza, domenica 2) alcuni aspetti relativi ai servizi erogati dal Comune o in convenzione con l’ente. In particolare, si dispone la chiusura dei centri diurni e dei servizi semiresidenziali per anziani e disabili, nonché dei centri educativi e dei centri aggregativi per minori e giovani anche nella giornata di domani, lunedì 2 marzo. Si conferma inoltre la possibilità di rivolgersi agli sportelli Informasociale e Informafamiglie solo per le domande con scadenza entro il 10 marzo prossimo.

Sono sospese le attività socio-ricreative rivolte agli anziani, i servizi educativi domiciliari per disabili, adulti e minori e le iniziative di tempo libero garantite a utenti con disabilità, adulti e minori. Sospese anche le attività garantite dai centri socio-occupazionali, di tirocinio formativo, l’attività responsabilizzante e gli interventi dell’Unità di Strada antiprostituzione. Sospese, infine, le visite domiciliari delle assistenti sociali per adulti, anziani, minori e disabili, fatta eccezione per i casi espressamente autorizzati dal dirigente di settore. Con riferimento ai Servizi comunali rivolti al Cittadino, il Comune di Piacenza garantirà, in linea con la Direttiva 1/2020 del Dipartimento di Funzione Pubblica del 25 febbraio scorso, prevalentemente i contatti in via telematica. Negli uffici adibiti al ricevimento del pubblico o, in generale, nei locali frequentati da personale esterno, saranno adottate misure volte a evitare condizioni di sovraffollamento, anche attraverso l’accesso scaglionato, prevedendo comunque un’adeguata distanza tra l’utenza e gli operatori. Ai dirigenti dei diversi servizi sono demandate le linee operative che definiscano le modalità di svolgimento degli appuntamenti presso gli uffici. Nella giornata di lunedì 2 marzo, verranno comunicate ulteriori indicazioni per i giorni successivi.

LE MISURE NEL RESTO DELL'EMILIA ROMAGNA (AD ECCEZIONE DI PIACENZA)


Rispetto alla previgente ordinanza che avevo firmato col ministro della Salute, il decreto del Governo contiene conferme e novità, è auto applicativo e non richiederà ulteriori provvedimenti da parte di Regione ed Enti Locali. Nel merito, si conferma la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose. In questo senso il decreto replica sostanzialmente i contenuti della precedente ordinanza Speranza-Bonaccini.

L’apertura dei luoghi di culto trova ora una disciplina più specifica rispetto alla settimana che si conclude, essendo prevista ma condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità Barbieri, Sgorbati, Papamarenghi-2di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro

Prevista invece, come novità del decreto rispetto all’ordinanza, l’apertura al pubblico dei musei, delle biblioteche e degli archivi, delle aree e dei parchi archeologici, i complessi monumentali (e cioè i luoghi della cultura ricompresi all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42). Aperture, però, a condizione che vengano assicurate modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.


Confermata anche la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani. Sono esclusi i corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Da rilevare che, rispetto all’ordinanza vigente fino ad oggi, il decreto parla ora di sospensione e non più di chiusura, rendendo così possibile l’accesso alle scuole per il personale Ata.

E’ permesso lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Le attività commerciali diverse da quelle appena menzionate, possono aprire adottando misure organizzative tali da consentire un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori. Tali precisazioni e limitazioni non erano previste nella precedente ordinanza e sono state inserite su indicazione del Comitato Tecnico Scientifico.

Sempre in Emilia-Romagna, sono sospesi eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento di tali eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse. Questa misura replica nella sostanza quella già prevista la settimana scorsa, a cui ora se ne aggiunge un’altra: ai tifosi residenti in tavoli coronavirus-2nella nostra regione, Lombardia e Veneto e delle province di Pesaro-Urbino e Savona è vietata la trasferta, ovvero la partecipazione ad eventi e competizioni sportive che si svolgono nelle restanti regioni e province.

E’ consentito lo svolgimento delle attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza (funicolari, funivie, cabinovie, ecc.). Anche questa previsione è stata inserita dal decreto rispetto al previgente testo. 


Ancora: vengono sospese le procedure concorsuali pubbliche e private ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica. Sono esclusi i concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della Protezione civile. Tali deroghe sono state inserite su richiesta degli Atenei e delle Regioni.

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Altre misure. Limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere. Rigorosa limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti. Vengono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale. Inoltre, nello svolgimento di incontri o riunioni vanno privilegiate le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19.

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