Indagati i due giudici del Corso di formazione per magistrati

Dopo il procedimento disciplinare avviato dal Consiglio di Stato, che ha anche chiesto a Piacenza approfondimenti di natura penale. Anche a Bari la procura apre un fascicolo. Tutto è partito dalla segnalazione di una allieva piacentina che ha portato alla scoperta di un codice di comportamento che stabiliva le caratteristiche dei fidanzati o imponeva l’uso della minigonna, e di un contratto da firmare

La procura di Piacenza ha aperto un fascicolo di indagine che vede indagati i due magistrati del Consiglio di Stato, Francesco Bellomo e Davide Nalin. Le due toghe sono al centro di una indagine dell’organo di autogoverno del Consiglio di Stato per il comportamento tenuto durante i corsi di formazione per il concorso in magistratura: al centro, gli obblighi previsti in un contratto - fatto firmare a uomini e donne - riguardanti la vita privata, il fidanzamento e il matrimonio e anche il dress code che imponeva l’uso di minigonne e regolava l’uso delle calze o del rossetto. C’era anche una clausola che se non rispettata prevedeva il pagamento di 100mila euro.

Circa un anno fa, il padre di una ragazza piacentina, che partecipava al corso di Diritto amministrativo tenuto da Bellomo, aveva segnalato al Consiglio di Stato le vessazioni subite e quel clima severo che avevano portato la giovane ad ammalarsi, a perdere peso e a cadere in depressione tanto da essere ricoverata in ospedale per mesi. Oltre che a Roma, era stato presentato anche un esposto a Piacenza. E a Piacenza, sarebbe anche partita un’azione civile nei confronti di Bellomo.

All’inizio, l’indagine dei magistrati piacentini era stata anche secreta e tutt’oggi, anche se il fascicolo non lo è più, la stessa procura ha alzato un muro di riservatezza difficile da penetrare. Tanto che non si conosce l’ipotesi di reato - o le ipotesi - avanzate dagli inquirenti. Nel frattempo, due giorni fa anche la procura di Bari ha aperto un fascicolo intestandolo ad “atti relativi”, che non conterrebbe, per ora, né ipotesi di reato né persone iscritte nel registro degli indagati. Da Roma, però, dal Consiglio di Stato è arrivata alla procura piacentina anche la richiesta di un approfondimento di natura penale sulla vicenda. Insomma, un’accelerazione dovuta alla pubblicazione della notizia dell’indagine del Consiglio di Stato sui due giudici, notizia pubblicata per prima dai giornali il Fatto quotidiano e il Mattino, l’8 dicembre. Nei giorni seguenti, il corriere.it aveva pubblicato un’intervista al giudice Bellomo.

La piacentina, laureata alla Cattolica, sembra stare un po’ meglio, ma resta segnata da questa vicenda. La giovane tempo fa aveva anche avuto una relazione con Bellomo, il quale - rispondendo a una domanda del Corriere su presunti rapporti sessuali con un’allieva - aveva detto che c’era il consenso. E Bellomo aveva sottolineato il fatto che la giovane aveva anche vinto la borsa di studio.

Dopo le accuse, il Consiglio di Stato, attraverso il suo organo di disciplina, il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, ha chiesto la rimozione per Bellomo e la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio per Nalin. Per la sanzione grave ipotizzata per Bellomo è necessario, però, il parere dell’adunanza dei consiglieri.

Dall’indagine del Consiglio di Stato - basata sui racconti del padre, ma anche su altre evidenze - è emerso anche che Bellomo avrebbe inviato i carabinieri dalla ragazza chiedendole una “conciliazione”.

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