«I pazienti sapevano di morire da soli, glielo leggevamo negli occhi»

Il primario del pronto soccorso di Piacenza, Andrea Magnacavallo intervistato dal Tg2 sulla pandemia Covid: «Sono due le cose che non posso dimenticare: il rumore particolare che fa l'ossigeno nei caschi e la grande dignità e decoro dei nostri pazienti, non si sono mai lamentati, comprendevano il nostro sforzo»

Andrea Magnacavallo

«Siamo arrivati ad avere al giorno anche 100 pazienti in attesa di ricovero: tutti gravi e tutti soli, molti sono morti qui e altri nei reparti ma per tutti è stata una morte in solitudine», lo ha detto commosso il primario del pronto soccorso di Piacenza, Andrea Magnacavallo intervistato dal Tg2 sulla pandemia Covid nella nostra città in un servizio andato in onda il 1 maggio. Come si fa alla sera a non portarsi tutto quel bagaglio emotivo a casa e a ricaricarsi il giorno dopo? - gli chiede il giornalista -: «Mi viene la pelle d'oca, abbiamo pianto, abbiamo avuto momenti di sconforto ma abbiamo sempre trovato la forza di reagire. Sono due le cose che non posso dimenticare: il rumore particolare che fa l'ossigeno nei caschi e la grande dignità e decoro dei nostri pazienti, non si sono mai lamentati, comprendevano il nostro sforzo.  E ancora lo incalza il giornalista: Qualcuno si accorgeva che stava per morire? «Certo, molti ne erano consapevoli: lo capivamo dai loro occhi pieni di tristezza perché sapevano che sarebbero morti di lì a poco da soli».

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